Uomo gravemente malato chiama i soccorsi ma riattaccano, morto dopo poche ore

Gravemente malato e non adeguatamente aiutato dall’operatore dei servizi di emergenza. Così è morto un uomo con gravi problemi di salute mentale, 17 ore dopo che un operatore del 999 ha riattaccato il telefono senza inviare i soccorsi. Ronald Russell, questo il nome della vittima, ha telefonato per richiedere l’invio di un’ambulanza: il 49enne di Cumbernauld, località del Lanarkshire settentrionale ha avuto un collasso ma è riuscito a prendere il telefono e comporre il numero dei soccorsi per chiedere aiuto. All’altro capo però, nonostante l’uomo si lamentasse a gran voce, non è arrivato l’aiuto sperato. Come si può leggere nella trascrizione della telefonata, che la famiglia di Russell ha deciso di diffondere, emerge che l’operatore ha ripetutamente chiesto a Russell il suo numero di telefono, pur essendo questo visualizzato automaticamente, oltre a chiedergli per ben tre volte se avesse bisogno di un ambulanza.

Le indagini dopo la telefonata ai soccorritori

Le autorità hanno inoltre accertato che Russell, le trascrizioni lo confermano, sarebbe stato in grado di fornire il suo indirizzo sin nei primi secondi della chiamata, non riuscendo però a ricordare il suo numero di telefono. L’uomo, che viveva da solo, ha composto il 999 alle 5:45: nonostante i rumori in sottofondo, in alcuni momenti della telefonata anche piuttosto intensi, l’operatore ha però riattaccato. Russell però era stato colpito da un infarto e dopo aver sofferto per 17 ore è morto; è stato un vicino allarmato dalla sua assenza prolungata a scoprire il corpo e dare l’allarme; i soccorsi a quel punto sono arrivati ma purtroppo però era ormai troppo tardi.

La sorella furiosa, ‘leggere le trascirizioni è stato devastante’

“E’ stato devastante leggere la trascrizione della telefonata – ha dichiarato la sorella di Ronald, la 52enne Margo Cassidy – perchè penso che tutti immaginino che, quando si telefona ai soccorritori per chiedere un’ambulanza, la prima cosa che venga chiesta sia ,’dove sei?'”. “Quando abbiamo parlato con lo Scottish Ambulance Service – ha aggiunto – ci è stato detto che la telefonata era stata contrassegnate come silenziosa, ma abbiamo ricevuto la trascrizione e quando abbiamo scoperto che inizialmente era in grado di parlare ci siamo molto arrabbiati”. Secondo la sorella dunque, Ronald poteva essere salvato: “è morto a causa della mancanza di ossigeno al cervello, se gli avessero chiesto sin dall’inizio dove si trovava il risultato sarebbe potuto essere completamente diverso”. Secondo quanto riportato dal Sas, la richiesta del numero di telefono è vitale perchè consente agli operatori di richiemare, se improvvisamente si disconnettono”. Il caso resta aperto.

Daniele Orlandi