Manca di rispetto all’ insegnante: schiaffi, pugni e frustate del padre agente alla figlia

Una vera e propria aggressione a suon di schiaffi e pugni e a colpi di cintura da parte di un uomo nei confronti della figlia quattordicenne colpevole di aver mancato di rispetto alla sua insegnante. Sono immagini a dir poco scioccanti quelle riprese dalle telecamere di sicurezza interne di una scuola, che mostrano Raymond rosario, 44 anni, chiamato dopo che la figlia si era comportata male durante le lezioni, colpirla ripetutamente sia con le mani che con una cintura utilizzata a mo’ di frusta.

Violenza a scuola, le telecamere riprendono tutto

L’episodio è avvenuto a Miami dove Rosario lavora come ufficiale di polizia mentre la figlia studia alla Pinecrest Cover Preparatory Academy: ma dopo quanto mostrato nel filmato ripreso dalle telecamere della CCTV, l’uomo è stato arrestato per abusi su minori. Secondo la Nbc, che ha citato il contenuto del rapporto della polizia, Rosario avrebbe colpito la figlia in faccia per poi, utilizzando la cintura ‘frustarla’ almeno due volte alle gambe. Ma non è tutto perchè nella stanza, mentre il padre violento puniva la figlia quattordicenne, erano presenti due donne, nessuna delle quali è intervenuta per fermare l’uomo. Per Rosario, ufficiale di polizia di 24 anni, è anche scattata la sospensione senza paga.

La dichiarazione dei vertici della scuola

“La scuola ha seguito la procedura in risposta allo sfortunato incidente occorso in ufficio – hanno scritto i vertici dell’istituto in una nota – il testimone ha riferito dell’incidente non appena il genitore ha lasciato i locali e immediatamente la scuola lo ha riferito al Department of Children and Families che ha contattato le forze dell’ordine. La scuola – conclude la nota – sta continuando ad indagare; il genitore è un agente polizia e spesso ha visitato la scuola in uniforme, si è ‘arreso’ alle autorità. La persona che assiste all’atto è una donna incinta che non era sicura del fatto che l’uomo fosse armato. Ha detto che al momento dell’atto di violenza temeva per la sicurezza della vittima ma anche per quella del suo bambino in grembo”.

Daniele Orlandi