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Padova, dramma alle Acciaierie Venete: 4 operai in gravissime condizioni

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Quattro operai sono rimasti gravemente feriti un incidente terribile avvenuto alle Acciaierie Venete di Padova. I quattro operai sono stati investiti da parte di metallo fuso, rovente, contenuto all’interno di un contenitore che è crollato.

Acciaierie Venete, cede un contenitore con tonnellate di acciaio fuso

Il drammatico incidente sul lavoro si è verificato questa mattina, intorno alle 08:00, e ha coinvolto quattro operai impiegati nelle Acciaierie Venete di Padova. Una grande cisterna contenente ben 90 tonnellate di acciaio fuso, quindi più che bollente, ha ceduto probabilmente a causa della rottura di un perno. Gli schizzi dovuti alla fuoriuscita del  metallo ha investito quattro operai che sono rimasti ustionati. Tre di questi quattro operai versano in condizioni gravi e stanno lottando per vivere. Uno degli operai, un rumeno di 43 anni, si troverebbe in condizioni più gravi rispetto a quelle dei colleghi: è stato trasportato al reparto dei Grandi Ustionati dell’Ospedale di Cesena e ha ustioni sul 100% del corpo. Nonostante questo pare che le sue funzioni vitali non siano state intaccate. Gli altri operai coinvolti sono un 35enne italiano, un 39enne di origini francesi (entrambi appartenenti alla ditta di manutenzione “Ayama”) ed un 40enne di origine moldava. Tutti e tre sono attualmente ricoverati all’Ospedale Civile di Padova. La dinamica dei fatti, comunque, rimane da chiarire.

Acciaierie Venete, arriva il comunicato di Fiom-Cgil

Questa mattina, poco prima delle 08:00, gli operai si sono dedicati alle operazioni di spostamento del grande contenitore. Nel corso della manovra un perno ha ceduto e il metallo fuso è fuoriuscito, colpendo i quattro operai sfortunati. Il metallo contenuto all’interno del contenitore ha raggiunto i 1600 gradi di temperatura. Sul posto sono giunti i Carabinieri e lo Spisal. Sull’incidente è stato trasmesso anche un breve comunicato di Fiom-Cgil nazionale: «Nello stringerci alle famiglie dei lavoratori coinvolti, condanniamo da subito l’accaduto, di cui faremo le valutazioni del caso, ricordando che nel recente passato avevamo già richiesto che non ci fosse promiscuità tra la movimentazione delle siviere e i dipendenti».

Maria Mento