Stuprata dopo le nozze combinate, uccide il marito: condannata a morte

Una sposa adolescente è stata condannata a morte per aver ucciso il marito durante un presunto stupro. La colpa della giovane, Noura Hussein di 19 anni, sarebbe stata quella di uccidere il marito che aveva tentato di violentarla; secondo quanto riportato dalla Reuters, Hussein è stata riconosciuta colpevole di omicidio premeditato e, lo scorso giovedì, è stata ufficialmente condannata a morte per impiccagione. I suoi legali hanno ora tempo fino al 25 maggio per fare appello contro tale decisione: nel frattempo la ragazza si trova detenuta in un carcere femminile a Omdurman in Sudan, dal mese di maggio 2017. L’avvocato della 19enne Ahmed Sebairr ha dichiarato all’Associated Press che i genitori l’hanno obbligata a sposarsi tre anni fa.

Le menzogne della famiglia e le nozze combinate

La ragazza inizialmente è fuggita, rifiutando di consumare il matrimonio, raggiungendo la casa della zia dove è rimasta per tre anni. Per convincerla a tornare a casa, la famiglia, secondo quanto raccontato da Yasmeen Hassan, direttore esecutivo di Equality Now, organizzazione internazionale di difesa legale che lavora al caso, le avrebbe mentito dicendole che le nozze erano state annullate. Ma quando la 19enne è tornata nell’abitazione della sua famiglia, nella periferita della capitale del Sudan Khartoum, era già in preparazione la cerimonia di nozze. A quel punto Hussein ha nuovamente rifiutato di consumare il matrimonio, ma sei giorni dopo la cerimonia il marito l’avrebbe stuprata mentre tre dei suoi parenti, tutti uomini, la trattenevano. Il giorno seguente il marito ha tentato di violentarla di nuovo ma, nella lotta che ne è seguita, è stata la ragazza ad avere la meglio, uccidendolo con un coltello.

La petizione per salvare la ragazza dalla morte

“Vent’anni fa forse la gente non avrebbe prestato troppa attenzione al caso – ha sottolineato Hassan – ma in questo momento, con l’attenzione del mondo focalizzata sui diritti delle donne, e nell’epoca del movimento #Metoo, la sua storia ha assunto rilevanza internazionale”. Su change.org, nel frattempo, è stata lanciata una petizione per salvare la ragazza e sono già 178mila le firme raccolte. Un gruppo di circa 40 sostenitori ha organizzato una campagna di sensibilizzazione e creato l’hashtag #JusticeForNoura e manifestazioni a Washington e a Sydney.

Daniele Orlandi