Aereo in volo scomparso dai radar nel 2014: gli esperti dicono che fu un atto criminale

Il volo MH370 scomparso nel 2014Correva l’anno 2014 e il volo MH370 della compagnia aerea Malaysian Airlines, partito da Kuala Lumpur e diretto a Pechino, scompariva dai radar mentre si trovava in volo. Gli esperti, oggi, sono sicuri nel dire che non si trattò di un guasto tecnico: fu un atto criminale volontariamente eseguito

Il mistero dell’aereo scomparso nel nulla

L’aereo, decollato da Kuala Lumpur alle 00:41 dell’8 marzo 2014, ha fatto perdere quasi subito le sue tracce: le comunicazioni sono divenute intermittenti a partire dalle ore 01:01, e questo stato di cose è perdurato fino alle ore 01:19 (quando è stato inviato l’ultimo messaggio dal sistema ACARS). L’aereo è stato rintracciato, poi, intorno alle ore 2:15 e schedato come in avvicinamento verso le isole Andamane. I contatti vennero persi definitivamente intorno alle ore 2:40 e 5 ore dopo la stessa Malaysia Airlines comunicò di aver avviato le operazioni di ricerca e soccorso dei superstiti, temendo chiaramente il peggio. Successivamente emerse che l’aereo aveva continuato a volare almeno fino alle ore 08:11 del mattino e seguendo una rotta che si era di molto discostata rispetto a quello originaria; questo non fece altro che complicare le ricerche, che sarebbero dovute avvenire su una più vasta porzione di territorio. La successiva scoperta delle simulazioni dei piani di volo del comandante (alcuni afferenti ad un possibile atterraggio su una pista dell’atollo militare britannico Diego Garcia) e dell’identità fittizia di due passeggeri presenti sul volo- imbarcatisi con due passaporti rubati– ha contribuito a corroborare, negli anni, l’ipotesi che la scomparsa del volo MH370 sia stata dovuta ad un ben preciso atto criminale messo in atto.

Cosa dicono oggi gli esperti sulla scomparsa del volo MH370

Sulla vicenda della scomparsa del volo MH370 si sono espressi alcuni esperti della tv australiana. In un video che dura circa un’ora gli esperti hanno spiegato che ci sarebbero prove evidenti secondo cui il capitano Zaharie Amad Shah avrebbe manovrato l’aereo in modo tale da sfuggire volutamente alla copertura operata dal segnale radar. Come avrebbe fatto? Volando per lungo tempo sul confine tra Malesia e Thailandia, laddove le frequenze radar si sovrappongono ed è facile pensare che l’aero non sia sparito ma soltanto “passato” nella frequenza radar del Paese limitrofo. Simon Hardy, istruttore di volo, ha dichiarato che lui avrebbe fatto la stessa cosa se avesse avuto intenzione di sparire. Simon Hardy ha anche azzardato l’ipotesi che il pilota volesse allontanarsi per poi suicidarsi ma, nonostante le molte ipotesi fatte e la scoperta di alcuni pezzi dell’aereo in alcune isole dell’Oceano Indiano, non si sa ancora con esattezza cosa sia successo.

(Foto d’archivio)

Maria Mento