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Usa aprono ambasciata in Israele: proteste, scontri ed oltre 40 morti tra i palestinesi

Scontri per apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme

A 70 anni esatti della nascita ufficiale dello Stato d’Israele è arrivata l’apertura dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. L’apertura della nuova sede diplomatica ha causato gravissime tensioni in tutto il Paese. Si contano numerosi morti e migliaia di feriti.

Alta tensione lungo la striscia di Gaza con i manifestanti anti-Usa e anti-Gerusalemme

L’apertura dell’ambasciata Usa a Gerusalemme- cosa che ha determinato il disconoscimento del ruolo di Tel Aviv– ha scatenato atroci tensioni tra l’esercito, stanziato lungo la critica striscia di Gaza, e i manifestanti palestinesi che si sono scagliati contro la decisione americana di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. I durissimi scontri sono avvenuti quasi al confine e hanno scatenato un vero e proprio bagno di sangue. Si parla di 41 morti (tra i quali 5 bambini e una donna) e anche di 1703 feriti, stando a quanto attualmente riportano i media. I numeri, purtroppo, sono destinate ad aumentare. Le stime sono state rilasciate dal Ministero della Sanità di Gaza.

Il messaggio di Donald Trump è incentrato sulla pace

L’inaugurazione dell’ambasciata degli Stati Uniti d’America a Gerusalemme non si sarebbe potuta dire completa senza l’intervento del Presidente degli Usa, Donald Trump. Trump, assente alla cerimonia a cui hanno presenziato la figlia Ivanka ed il marito, ha inviato un messaggio video che è stato trasmesso nel corso della celebrazione relativa all’inaugurazione. Il Presidente ha parlato di pace, facendo ben sperare almeno per il futuro (nel segno di una possibile distensione). “La nostra più grande speranza è per la pace. Gli Stati Uniti mantengono il loro impegno per facilitare un accordo di pace duraturo”, sono state le parole di Donald Trump. Al Presidente ha risposto il suo pari israeliano, Benjamin Netanyahu, che dal suo account Twitter ha ringraziato Trump per il “giorno fantastico”, tacendo del tutto sull’orrore che si è consumato e che si sta ancora consumando a Gaza.

Maria Mento