Governo M5S – Lega: tavolo chiuso, ecco i punti del contratto

Il governo ‘verde e giallo’ è vicino alla concretizzazione. E la conferma è arrivata, in serata, da fonti parlamentari del Movimento Cinque Stelle stando alle qual il tavolo al quale i pentastellati hanno cercato la quadra con la Lega sarebbe chiuso: “il contratto di governo è completo”, hanno chiosato anticipando di fatto un accordo composto da almeno 22 punti espressi in una quarantina di pagine tra i quali, stando alle informazioni trapelate, non figurerebbe quello relativo all’uscita dall’euro nè tantomeno l’altro cavallo di battaglia del Carroccio, il referendum sulla moneta.

Nuovo governo, trovata l’intesa tra Lega e M5S

Un’intesa che, stando a quanto spiegato da chi ha preso parte a quel tavolo, sarebbe stata raggiunta sulla stragrande maggioranza delle tematiche anche se la partita per Matteo Salvini e Luigi Di Maio non è ancora conclusa: perchè il governo possa effettivamente essere avviato i due leader dovranno trovare un trait d’union anche sugli ultimi argomenti, cercando di colmare le distanze, in particolare, sulla gestione dei flussi migratori. Stando a quanto dichiarato dal capo della comunicazione del Movimento 5 Stelle Rocco Casalino, il lungo confronto si sarebbe concluso con un abbraccio collettivo tra sorrisi ed applausi, in un clima di distensione che, da ambo le parti, lascia ben sperare. Restano però sei punti in merito ai quali Salvini e Di Maio dovranno riusire a scogliere i nodi in un faccia a faccia serrato nel corso del quale si cercherà di ‘limare’ per poi passare al nome del premier.

Ore di ottimismo, si ragiona sul nome per la premiership

L’ottimismo ostentato dai due leader nel corso del pomeriggio sembra dunque aver portato ad un epilogo positivo: terminata la trattativa allargata a fronte di un “lavoro enorme su un contratto di governo molto ambizioso”, come dichiarato da Alfonso Bonafede ad incontro concluso, si cercherà ora di arrivare ad “una soluzione politica per la premiership”, come confermato da Di Maio, che non vuole tecnisi. E tra i papabili per la presidenza del Consiglio vi sarebbe proprio Bonafede. E mentre il Capo dello Stato Mattarella attende il testo definitivo, ciò che è certo è l’esclusione dai 22 punti dell’opzione di uscita dall’euro, sostituita da uin riferimento alla possibilità di revisione di alcuni trattati.

Daniele Orlandi