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Ragazzo ventenne ucciso a pugni in faccia: era caduto in una trappola sessuale

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morte bengalese
Ragazzo bengalese ucciso a pugni in faccia

Un ragazzo di vent’anni di origini bengalesi, Milon Sayal, è stato ucciso a furia di pugni da un uomo lo scorso 8 ottobre a Nuova Ostia.

Niko Caldieri e Naomi Caruso sono stati fermati dalla polizia con l’accusa di aver ucciso il giovane ragazzo bengalese e di averlo rapinato del suo cellulare e del suo portafoglio.

Milon, che lavorava in Italia da 14 anni, è caduto in una trappola sessuale escogitata dalla coppia: dopo aver conosciuto Naomi (sotto le mentite spoglie di Alessia) su internet, il ragazzo ottiene un appuntamento con la ragazza, appuntamento al quale si presenterà, invece, il compagno di lei che lo riempirà di pugni fino ad ucciderlo.

Il ragazzo bengalese infatti è poi morto al ‘Grassi’ di Ostia a causa delle lesioni ricevute.

Inizialmente non si era voluta alcuna autopsia perché il medico legale l’aveva archiviata come “morte naturale” ma, a seguito delle richieste dei famigliari e degli amici della vittima, è stato eseguito un esame autoptico che ha poi rivelato la morte per emorragia cerebrale.

Gli inquirenti del commissariato di Ostia hanno così ricostruito gli ultimi spostamenti della vittima e intercettato frasi tra il marito e la moglie “inequivocabili” che hanno fatto propendere per il coinvolgimento della coppia nell’omicidio.

I due sono stati condotti ai carceri di Regina Coeli e Rebibbia.

Mio fratello era una brava persona, invece all’ inizio ci hanno detto che era morto perché beveva. racconta il fratello della vittima, “Non ci abbiamo mai creduto anche perché da un paio d’ anni era diventato musulmano praticante. Aveva lasciato la moglie e i genitori in Bangladesh dove abbiamo celebrato i funerali qualche mese fa. Ora l’ importante è che quei due rimangano in carcere”.

Mario Barba