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Madre e figlio investiti da un treno, la verità che il coroner fa emergere è agghiacciante

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Madre e figlio investiti da un treno

Un ragazzo di 10 anni che è morto dopo che sua madre lo ha messo su un binario della ferrovia ed è stato colpito da un treno in velocità è stato dichiarato dal coroner vittima di “omicidio”.

Rubina Khan, 46 anni, ha sussurrato qualcosa all’orecchio del figlio Amaar, che indossava la divisa scolastica, pochi istanti prima che i due si mettessero fianco a fianco sui binari della stazione di Slough. Entrambi sono stati uccisi subito dopo, quando sono stati colpiti dal treno che andava da Bedwyn a Londra, che viaggiava a circa 140 km/h, alle 9.45 del mattino.

Lo zaino di Amaar pieno di libri di scuola è stato trovato dagli ufficiali di polizia su una panchina della piattaforma. Un’inchiesta ha rivelato che Rubina aveva acquistato il biglietto più economico possibile per Windsor prima di raggiungere a piedi il marciapiede vuoto. Aveva visto suo fratello, Zahire Khan, appena 30 minuti prima mentre si recava alla stazione di Slough il 23 settembre 2014, dicendo che stava andando dal dentista a Londra e Amaar aveva il giorno libero da scuola.

La dichiarazione del coroner

Il coroner Peter Bedford ha oggi dichiarato che si è trattato di un omicidio-suicidio. Ha concluso che la madre sapeva esattamente quello che stava facendo e ha aggiunto: “Mi è stato presentato in questa sede, in particolare per quanto riguarda la parte della signora Khan, che non vi è stata alcuna pianificazione preliminare, e confesso di non condividere tale opinione. Era una signora che era uscita di casa con suo figlio in quel fatidico giorno. Perché ha avuto bisogno di portarlo [Amaar] con sé a tutti i costi? L’altro figlio era stato portato a scuola da suo padre. Amaar indossava uniforme scolastica e aveva i suoi libri di scuola nel suo zaino. In quel giorno ha scelto di lasciare casa con Amaar e non ha detto nulla a suo marito, neanche un accenno al fatto che si dovesse recare a Londra dal dentista.

Penso che sia più probabile, e del tutto credibile dalle prove, che la signora Khan abbia lasciato casa con un piano ben preciso in mente, che purtroppo includeva anche suo figlio, Amaar“, ha detto.

Per quanto riguarda Amaar, sono anch’io del parere che un bambino di 10 anni, affidato alle cure e al controllo della madre, avrebbe fatto tutto ciò che gli era stato chiesto”.

La madre aveva un passato da autolesionista ma da parte di amici e parenti non c’è mai stata la preoccupazione che potesse giungere a tale gesto.

Mario Barba