Salva una ragazza da uno stupro collettivo ma la gang non dimentica: 11 anni dopo arriva la vendetta

Vittima di una vendetta per aver salvato una ragazza da uno stupro di gruppo

Un ragazzo di 26 anni è stato ucciso per vendetta a Dalston (Inghilterra) con un colpo di pistola alla testa. Il giovane Abraham Badru, infatti, aveva sventato uno stupro di gruppo nel 2007 quando aveva appena 15 anni ed in seguito era divenuto il testimone chiave del processo che ha portato all’arresto di tutti i colpevoli di quell’atto di violenza. Per 11 anni ha vissuto con la paura che prima o poi qualcuno si sarebbe vendicato, una paura che era diventata qualcosa di più tangibile negli ultimi mesi, dopo che sul suo cellulare sono arrivati alcuni messaggi minatori. Anche in questo caso il ragazzo ha avvertito la polizia della minaccia che pendeva sulla sua testa, ma in questo caso non è bastato per avere salva la vita.

Intervistata dai media britannici, la madre del ragazzo esterna tutto il proprio dolore per una morte che poteva essere evitata: “E’ stato ucciso perché ha deciso di fare l’eroe. Com’è possibile questo?”, dice l’affranta donna che poi denuncia la mancanza di protezione da parte della polizia: “Alla ragazza è stata data una nuova identità, una nuova vita è stata messa sotto protezione e sta bene. A mio figlio non è stata offerta la stessa protezione, era una vittima anche lui”.

L’atto eroico di Abraham: il tentativo di stupro sventato nel 2007

Secondo quanto emerso durante il processo del 2007, la ragazza era la fidanzata di O’Neal Denton, membro di una gang conosciuto come ‘Hitman‘. Un giorno l’adolescente ha deciso di lasciarlo e questo per vendicarsi l’ha fatta rapire dalla sua gang e l’ha stuprata. La vittima durante il processo ha spiegato che uno dei ragazzi le ha puntato un coltello alla gola e poi gli altri hanno cominciato a prenderla a calci e pugni. Quando era troppo stordita per reagire hanno cominciato la violenza sessuale: “Erano così tanti a tenermi, a strapparmi i vestiti che ad un certo punto mi sono arresa ed ho pensato che sarei morta”.

Le urla e i rumori sordi provenienti dalla stanza hanno attirato Abraham che, compresa la situazione, ha approfittato di un attimo di distrazione dei violentatori ed ha fatto fuggire la ragazza bloccandoli dietro la porta. Al processo, il ragazzo ha testimoniato contro gli aggressori consentendo la loro condanna. Quell’anno Abraham è stato persino premiato dalla polizia per il suo coraggio, ma oggi quel riconoscimento non è bastato a salvargli la vita.