Congo, nuova epidemia di ebola spaventa l’Africa. Già 23 morti, salgono i contagi. OMS: “Preoccupati”

Congo, nuova epidemia di ebola spaventa l’Africa. Già 23 morti, salgono i contagi. OMS: “Preoccupati”
Sepoltura di una vittima di ebola, foto d’archivio

23 vittime, salgono i casi sospetti di ebola 

L’ebola è tornata in Congo, e fa più paura che mai. Il ministro della Salute del Congo  ha già annunciato che si sono verificati 11 nuovi casi di ebola e due decessi nel nord ovest del Paese. Sarebbero in totale 45 i casi registrati fino ad ora, dieci dei quali ancora sospetti, 21 probabili casi di ebola e 14 confermati ad ora. Già 23 i morti per la terribile malattia che torna a terrorizzare l’Africa.

Il terrore di una nuova epidemia 

I timori ora sono di una nuova epidemia che possa sconvolgere il Paese dopo quella del 2014. Un nuovo caso di ebola è stato registrato a Mbandaka, una città di 1,2 milioni di abitanti sulle rive del fiume Congo, capoluogo dell’Equatore. Solo in questa città, secondo fonti mediche locali, almeno 300 persone avrebbero avuto contatti diretti o indiretti con i malati di ebola.
Finora, alcuni casi isolati sono stati rilevati nella zona ad est di Lagos. Ma ora il fatto che emergano casi anche nelle città comincia a spaventare, perché arginare una nuova epidemia negli agglomerati urbani potrebbe essere davvero molto difficile.

Il virus ebola è letale, estremamente contagioso, ed una volta che comincia a diffondersi in città è molto difficile da arginare. Il virus causa rash cutaneo, febbre, mal di gola, malessere, rossore agli occhi, emorragie interne ed esterne che uccidono il paziente in una alta percentuale di casi. Non esiste terapia specifica. Il tasso di mortalità è fra il 50 ed il 70% dei casi. Ad aumentare la mortalità nei Paesi africani, la diffidenza verso gli operatori sanitari, il mancato rispetto delle regole di igiene e dell’isolamento dei malati, la superstizione.

OMS: “Siamo molto preoccupati”

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità si dice assai preoccupata dei nuovi casi di contagio. “Si tratta di uno sviluppo preoccupante della situazione. Insieme ai nostri partner, stiamo utilizzando gli strumenti migliori per fermare la diffusione”, ha dichiarato il suo direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus.