Governo M5S-Lega, Berlusconi all’attacco: “distanza con Salvini, parla a nome proprio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:37

Una giornata intera per capire se l’accordo di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle s’ha da fare. I pentastellati hanno affidato la ‘decisione’ ai militanti attraverso la piattaforma Rousseau, aperta alle 10 di oggi fino alle 20 per votare il “contratto per il governo del cambiamento”. Mentre il clima tra i verdi e Forza Italia si fa sempre più teso, e sono le parole di Silvio Berlusconi a confermarlo, rendendo il quadro un po’ più traballante: “Salvini – ha dichiarato da Aosta dove è giunto per una serie di appuntamenti elettorali – non ha mai parlato a nome della coalizione di centrodestra, ha sempre e solo parlato a nome proprio o a nome della Lega. La coalizione con un programma comune è assolutamente un’altra cosa e non ha nulla a che vedere con il Movimento 5 Stelle.

Berlusconi attacca: “con Salvini c’è molta distanza”

“In questo momento con Salvini c’è molta distanza”. Parole di fuoco, mentre si attende il vertice tra Di Maio e Salvini, che potrebbe risultare decisivo per fare la quadra sulla premiership, individuando il nome di chi siederà a Palazzo Chigi prima dell’atteso incontro, nella giornata di lunedì, con il Capo dello Stato. Un epilogo ancora non certo, comunque, dopo 70 giorni “intensi” nel corso dei quali “sono accadute tantissime cose”, come sottolineato dal capo politico dei 5Stelle.

Week end decisivo: M5S e Lega si rivolgono agli elettori

E, mentre i grillini si affidano alla piattaforma Rousseau per sondare lo stato d’animo degli elettori, nel corso del week-end il Carroccio scenderà in piazza con centinaia di gazebo per sottoporre il programma di governo ai militanti. Ipotizzando anche i possibili scenari nel caso in cui fossero i ‘no’ a prevalere: tra questi, l’ipotesi di una exit strategy per uscire dai giochi senza ‘lividi’. La Lega resta però tra due fuochi, da un lato con il fiato dei pentastellati sul collo, dall’altro con Berlusconi furioso per una coalizione tenuta insieme faticosamente: una situazione delicata, dunque e, per l’ex Lega Nord che oggi guarda al Bel Paese tutto, ad alto rischio.

Daniele Orlandi

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