Home Spettacolo “Pagò lui per tutti”: il retroscena della Dalla Chiesa su Fabrizio Frizzi

“Pagò lui per tutti”: il retroscena della Dalla Chiesa su Fabrizio Frizzi

Frizzi costretto ad andare in onda il giorno della strage di Capaci

Rita Dalla Chiesa e Fabrizio Frizzi

Il 23 maggio del 1992 il magistrato Giovanni Falcone venne ucciso dalla mafia per il suo impegno contro l’organizzazione criminale. Nelle due auto fatte esplodere quel giorno c’erano la moglie, Francesca Morvillo, ed i tre uomini della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Fu un giorno di lutto nazionale in cui un po’ tutti i cittadini italiani provarono un senso d’impotenza nei confronti di un’associazione criminale brutale e a quanto sembrava priva di limiti di alcun tipo.

Quel giorno la strage di Capaci colpì emotivamente anche Fabrizio Frizzi (conduttore Rai scomparso un paio di mesi fa) che chiese ai vertici Rai di poter sospendere l’ultima puntata di ‘Scommettiamo Che?’ prevista proprio per quella sera. I dirigenti, però, non vollero acconsentire, il lutto per la scomparsa di Falcone non doveva cancellare quanto programmato nel palinsesto e Frizzi venne dunque obbligato a lavorare nonostante il suo profondo stato di dolore. A ricordare questa vicenda è stata l’ex moglie Rita Dalla Chiesa.

Rita Dalla Chiesa: “Fabrizio è stato costretto a lavorare”

Ieri, nel giorno del 26° anniversario della Strage di Capaci, la conduttrice di ‘Forum‘ ricorda sui social come in quel giorno Fabrizio Frizzi avesse chiesto di non andare in onda: “Pago’ lui per tutti. Ha lottato contro chiunque per non andare in onda. Si sentiva in colpa nei confronti di un’Italia sconvolta per quello che era successo. Ero in camerino con lui, distrutta”. A quel tempo i due erano legati sentimentalmente e Fabrizio, che peraltro conosceva il dolore della compagna che dieci anni prima aveva perso il padre in una situazione simile, non riteneva necessario andare in onda: “Mi sembrava di aver perso mio padre per la seconda volta. Scese in studio con un abbraccio, chiedendomi ‘scusa’”. Rita conclude il post con un’accusa di insensibilità alla dirigenza Rai dell’epoca: “La Rai di allora, a parte Michele Guardi’, ‘scusa’ ai telespettatori non l’ha mai chiesta”.