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Bimbo di 5 anni tenta di salvare il padre in overdose chiamando i soccorsi

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Ha tentato disperatamente di chiedere aiuto alla nonna mentre, davanti a lui, il padre stava morendo di overdose. Un’inchiesta sta cercando di far luce sui drammatici istanti vissuti da un bambino di soli 5 anni che ha assistito alla morte del padre Mark Cail, di 36 anni avvenuto nella loro abitazione a Hull. Il piccolo Tyler stava dormendo con il papà nello stesso letto e, stando alla ricostruzione, si sarebbe svegliato nel cuore della notte, rendendosi conto del fatto che Mark non stava bene, non riuscendo però a svegliarlo. Il mattino seguente il bimbo si è reso conto che dal naso del padre usciva del sangue: ha deciso allora di telefonare alla nonna che vive a Leeds e ha poi composto il 999. Quando i paramedici sono giunti sul posto, il bambino ha consegnato loro le chiavi attraverso la cassetta delle lettere.

La reazione del bimbo davanti al padre

Una reazione incredibile, considerata la giovane età del bambino, che però non ha permesso di salvare l’uomo, dichiarato morto dai soccorritori. Un decesso che ha devastato la famiglia di Mark, compresa la madre di Tyler ed ex partner dell’uomo, Donna Yates, la quale ha detto che il suo bambino ha dovuto ricevere supporto psicologico dopo la straziante esperienza vissuta. “E’ stato estremamente straziante pensare che mio figlio abbia dovuto vivere tutto questo. Ha giorni buoni e brutte giornate ma cerchiamo di non pensarci perchè stiamo cercando di andare avanti”. Il giorno prima della morte del 36enne, l’uomo erra andato con il figlio in uno dei loro posti preferiti per trascorrere del tempo insieme; sebbene la coppia si sia separata definitivamente nel luglio del 2017, hanno sempre messo al primo posto il bambino rimanendo in buoni rapporti”.

Le parole dell’ex compagna dopo la morte dell’uomo

“Era un padre brillante e ha fatto tutto quello che poteva per il bimbo. Giocavano sempre insieme e lo portava dappertutto. Era un buon padre”, ha raccontato la sua ex. Purtroppo però il 36enne, che lavorava come fotografo freelance, era anche un forte bevitore arrivando a consumare fino a 14 lattine di birra al giorno; ha anche sofferto di ipertensione e problemi di salute mentale, oltre ad una frattura al bacino a causa di un incidente avvenuto nel 2017. Aveva difficoltà ad addormentarsi e tendeva a bere molto per cercare di prendere sonno; ma assumeva anche dei farmaci, da qui l’overdose a causa di un cocktail di antidolorifici e alcol che lo ha portato alla morte.

Daniele Orlandi