Home Lifestyle Salute

Lavoratori obesi potranno lavorare da casa? la proposta che fa discutere

CONDIVIDI

I dipendenti considerati obesi dovrebbero essere autorizzati a lavorare da casa o a raggiungere il luogo di lavoro più tardi rispetto agli altri lavoratori ed essere protetti dalle leggi sulla discrimonazione. Affermazioni pronunciate da un consulente di governo che ha verbalmente disegnato uno ‘schema’ di come le persone obese dovrebbero essere tutelati sul luogo di lavoro; con una serie di regole che permetterebbero loro non solo di lavorare da casa, ma anche di evitare il pendolarismo durante l’ora di punta e poter richiedere una sedia più grande in ufficio. Una recente ricerca ha messo in evidenza il fatto che i britannici sono le persone con i maggiori pregiudizi, in Europa, nei confronti di persone in sovrappeso, un secondo studio ha invece rilevato che un britannico su cinque non vorrebbe che un obeso si sposasse con i propri figli. Ed un terzo studio, condotto dall’associazione europea per lo studio dell’obesità, ha invece messo in evidenza che oltre la metà dei medici del Paese ritiene che i pazienti obesi manchino di forza di volontà e che uno su tre avrebbe dichiarato di considerarli troppo pigri per perdere peso.

Come ridurre la discriminazione verso le persone obese

L’idea di supportare, in ambito lavorativo, le persone sovrappeso è del professor Stephen Bevan, membro del comitato consultivo del Public Health England e consulente per il Department of Work and Pensions. Egli ritiene che si debbano informare i 2000 professionisti del settore medico che l’obesità dovrebbe essere considerata una caratteristica protetta e che si debba consentire alle persone in sovrappeso di denunciare i datori di lavoro che li discriminano. Il professore, che è anche responsabile della ricerca di risorse umane presso l’Institute for Employment Studies, ha sottolineato che occorre “coordinare i nostri sforzi affinchè le persone in sovrappeso che vogliono lavorare possano farlo. Può essere in orario di
lavoro, oppure iniziando più tardi perchè potrebbero aver problemi con i mezzi pubblici nell’ora di punta, a causa dell’ansia e della fatica fisica”.

Chi si oppone alla proposta

La sua proposta non è però stata favorevolmente accolta da tutti. Christopher Snowdon, responsabile del ‘lifestyle economics’ presso l’Institute for Economic Affairs, ha affermato che si tratta di un’idea “ridicola” che potrebbe portare a del “risentimento nei confronti delle persone obese” qualora dovesse essere applicata. Aggiungendo che “essere grassi non è una disabilità”.

Daniele Orlandi