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“Lavori in corso”, l’omino (di sesso maschile) stampato sul cartello è sessista?

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Il cartello a sfondo giallo che identifica l’esistenza di lavori in corso, sulla strada o in appositi cantieri, è caratterizzato dal disegno di omino di sesso maschile che sta lavorando, munito con tanto di caschetto in testa. Adesso c’è chi afferma, in Scozia, che questo disegno sarebbe sessista (e, di conseguenza, maschilista).

La protesta contro i cartelli stradali maschilisti parte dalla Scozia

A lamentarsi del presunto sessismo insito nella semplificazione del messaggio veicolato dal cartello stradale è stata Annie James, la quale ha tentato di sollevare un dibattito pubblicando su Facebook una foto del cartello e aggiungendo un post di tale fattura: “Ovviamente solo gli uomini sono autorizzati a lavorare in questo cantiere nella stazione di servizio Morrisons a Fort William”. Al post è stato aggiunto un ashtag che recita “ogni giorno sessismo”. Questo, probabilmente, nell’ottica di un mondo che si sta sempre più diversificando e che adesso consente anche alle donne di poter accedere a determinati mestieri che nei decenni precedenti sono stati appannaggio dei soli uomini. Di rimando, secondo Annie James, dovrebbe essere aggiornata anche la cartellonistica adeguandola alla tanto citata parità dei sessi. Lo sfogo della James, però, non ha trovato riscontri. Vediamo perché.

Annie James contro i cartelli sessisti: il popolo di Facebook contro di lei

Annie James, anziché trovare su Facebook degli alleati a sostegno della sua causa, ha trovato dei “nemici” virtuali che l’hanno attaccata in vario modo. Si passa da chi ha ipotizzato che Annie James sia un troll, fino ad arrivare a chi l’ha accusata di esagerare e di doversi fare una vita. la James ha provato a ragionare con i suoi interlocutori, suggerendo che la parola “men” campeggiante sui cartelli potrebbe essere sostituita con il generico “people”, ma la sua protesta presumibilmente non avrà alcun seguito (sebbene ci siano precedenti famosi in tal senso, come quello sul provvedimento preso in Georgia a seguito di una protesta di una rivista femminile avvenuta nel 2008).

Maria Mento