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L’ira di Salvini: “I nostri ministri non li sceglie la Merkel. No alle minacce dell’Europa, si torni al voto”

L’ira di Salvini: “I nostri ministri non li sceglie la Merkel. No alle minacce dell’Europa, si torni al voto”
Tornare al voto? L’enigma di oggi 

Salvini ha reagito in modo furioso al veto politico di Mattarella. Dopo il veto su Savona perché anti euro, e la rimessione dell’incarico da parte di Conte, Salvini ha tuonato: “Se il governo deve partire condizionato dalle imposizioni o dalle minacce dell’Europa, il governo con la Lega non parte, noi abbiamo una sola parola”. Per quanto riguarda il diktat di Mattarella a Savona, Salvini ha commentato: “se non sta simpatico a certi poteri forti che ci hanno massacrato, allora significa che è il ministro giusto”.

“Gli italiani vengono prima di tutto e per tornare a Roma c’è sempre tempo. Sono stato da Mattarella prima di venire da voi” ha detto il segretario della Lega che ora scalpita per tornare al voto.

“Noi abbiamo una sola parola: coerenza e coraggio. Teneteci per mano, ne avremo bisogno, servi di nessuno. O si lavora bene per dare un futuro ai nostri figli o rimane solo di restituire la parola agli italiani e chiedergli un mandato pieno per fare noi, da soli, quello che vogliamo fare” ha aggiunto.

Le parole di Di Maio

Mentre i vertici M5S evocano l’impeachment, Di Maio sembra deluso. “Diciamocelo: è inutile che andiamo a votare, tanto i governi li decidono le agenzie di rating e le lobby finanziarie”. E nei cinque stelle si fa avanti l’ipotesi che Salvini li abbia usati per andare al voto e incassare la vittoria.