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Nell’antichità la popolazione maschile si è dimezzata, uno studio di Stanford spiega il perché

Un’antica guerra ha dimezzato il numero di uomini sulla terra

Un gruppo di studiosi provenienti dall’Università di Stanford hanno portato alla luce un’interessante teoria sul “Collo di bottiglia genetico” verificatosi tra i 5000 ed i 7000 anni fa. In quel periodo, infatti pare ci sia stato un improvviso crollo della diversificazione genetica che gli studiosi spiegano con l’incremento dell’ostilità tra tribù di quel periodo. Com’è risaputo, infatti, il cromosoma “Y” viene trasferito al figlio dal padre e la mancanza di varietà dei geni verificatasi in quel periodo può essere giustificata solamente con la scomparsa di un cospicuo numero di uomini prima che potessero riprodursi.

Le spiegazioni per una simile scomparsa di massa potrebbero essere molteplici (catastrofi naturali, malattie) ma il fatto che si tratti di una scomparsa selettiva, ovvero riguardante solo gli uomini, fa propendere gli studiosi verso una giustificazione di tipo sociale, ovvero violente guerre intestine tra clan e tribù in cui venivano eliminati tutti gli uomini e catturare tutte le donne.

Le violente guerre tra clan hanno ridotto la popolazione maschile della metà

Anche gli studiosi sono partiti dall’idea che ci potesse essere stata un’epidemia su larga scala, ma il fatto che la mancanza di varietà del cromosoma ‘Y’ ha fatto propendere per l’ipotesi delle violente eliminazioni. Non è una novità che in quel periodo le tribù fossero formante da clan di tipo patriarcale e che tra questi ci fosse una forte rivalità per arrivare al controllo dell’intera tribù, la prevalenza di geni simili, appartenenti dunque alla stessa famiglia, spinge a pensare che tale mancanza di varietà genetica sia stata causata dal continuo stato di guerra tra gli uomini delle tribù.

Nello studio infatti si legge: “Se la primaria forma di competizione socio politica sono le i gruppi di consanguinei strutturati in società patriarcali, le morti nella competizione tra i gruppi non sono distribuite ma tendono a raggrupparsi nell’albero genealogico degli uomini”. Ciò che vogliono suggerire gli studiosi è che intorno al 5000 a. c. gruppi di uomini per affermare la propria superiorità hanno sterminato i gruppi avversari, catturando le loro donne come trofeo di guerra. Questo avrebbe portato a dimezzare la popolazione maschile che da 20 milioni di rappresentanti (questa la popolazione maschile stimata al tempo) è passata a circa 10.5 milioni.

FS