Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Strage di Bologna, Francesca Mambro: “Non c’ero, Falcone mi credeva”

Strage di Bologna, Francesca Mambro: “Non c’ero, Falcone mi credeva”

Strage di Bologna, Mambro rivendica l’estraneità ai fatti contestati: “Falcone mi credeva”

Francesca Mambro convocata al processo sulla Strage di Bologna

Invitata a testimoniare al banco degli imputati per il processo sulla Strage di Bologna che la vede accusata insieme all’ex Nar Gilberto Cavallini per concorso in strage, Francesca Mambro ribadisce l’estraneità sua e del suo gruppo ai fatti contestati, sostenendo che la città di Bologna viene presa in giro con una menzogna: “Questi anni l’ho detto: siamo stati condannati sull’altare della necessità storica per coprire altri scenari internazionali”. Nella lunga deposizione offerta, la Mambro aggiunge come prova del complotto ai suoi danni che ancora nessuno ha stabilito ufficialmente dove si trovata il 2 agosto del 1980, quindi ribadisce che sia lei sia gli altri quattro accusati si trovavano a Padova, come dichiarato anche negli anni precedenti: “Fu Cavallini a dirci che a Bologna c’era stata un’esplosione, forse per una fuga di gas. La notizia l’aveva sentita alla radio ma solo a sera scoprimmo della bomba dalla televisione”.

Strage di Bologna: i dubbi dei magistrati e la replica della Mambro: “Falcone mi credeva”

La versione della Mambro combacia fino a questo punto con quella degli altri accusati, ma differisce nelle motivazioni che li avrebbero portati a Padova quel giorno. Proprio sulla discrepanza delle testimonianze battono i tre magistrati, ma questa ribalta i dubbi spiegando che la differenza di versioni dovrebbe essere un indice di verità: “Altrimenti avremmo concordato sulla versione”. Ma dato che anche questo non convince i magistrati, la Mambro tira in ballo il giudice Falcone dicendo: “Sa qual è il problema? È che Falcone non ha mai creduto alla Strage di Bologna, come non ha creduto neanche all’omicidio Mattarella”.

A termine dell’udienza è stata anche letto un comunicato mandato dall’ex funzionario dei servizi segreti Francesco Pazienza con il quale annuncia la propria intenzione di partecipare al processo con l’intento di portare documentazioni e testimonianze di possibile interesse per la causa.