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Fontana contro le famiglie omogenitoriali, scoppiano le polemiche. La sua difesa: “Siamo in Italia, non in Arabia Saudita”

Suscitano polemiche le parole del neoministro della Famiglia e disabilità, il leghista Lorenzo Fontana. Oggi intervistato dal Corriere della Sera, il 38enne ministro già vicesindaco di Verona ha messo subito in chiaro la propria posizione: “Sono cattolico, non lo nascondo. Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà”.

Quindi, circa le coppie di donne o uomini, la posizione è non meno netta “per la legge in questo momento non esistono”. E sulle sempre più frequenti registrazioni da parte di anagrafi italiane di figli con genitori dello stesso sesso: “Una legge in proposito non esiste, dobbiamo quindi decodificare cosa significa quello che sta succedendo”.

Tra le svariate reazioni, riportiamo quella dell’associazione “Famiglie Arcobaleno” che unisce le famiglie omogenitoriali con figli ed è quindi tra le parti maggiormente tirate in causa dal discorso del neoministro. Queste le parole della presidente, Marilena Grassadonia, madre di tre figli: “Sono esterrefatta nel vedere un ministro della Famiglia così distaccato dalla realtà in cui vive. Come fa un ministro della Repubblica ad affermare che noi e i nostri figli non esistiamo, quando non solo i nostri bambini sono perfettamente inseriti nella società, nella scuola, tra i loro coetanei, ma decine di sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione e sempre più comuni che riconoscono i nostri figli alla nascita, certificano che noi esistiamo a tutti gli effetti, anche giuridicamente, per lo Stato italiano”.

Dal canto suo, Fontana s’è difeso sottolieando che circa le unioni civili “non è stato previsto nulla sul contratto tra Lega e M5s, è una polemica strumentale, tanto che c’è chi mi ha criticato anche perché vengo da Verona e nel calcio tifo Hellas. Il mio obiettivo è quello di invertire la rotta per quanto riguarda la crisi demografica e quindi per farlo bisogna aiutare la natalità, la maternità, le famiglie. Pensavo che fosse una cosa condivisa, è un problema sociale ed economico; lo dice anche Cottarelli nel suo libro, lo dice l’ultimo Def fatto dal governo. Però evidentemente a qualcuno dà fastidio se uno è cattolico, mi sembra che sia un marchio di vergogna. Ma siamo in Italia, non in Arabia Saudita”