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Aquarius ancora al largo, a bordo 629 esseri umani. Salvini tira dritto

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aquarius salvini
Caso Aquarius, Salvini chiude i porti

La nave Aquarius al largo delle coste italiane, con 629 persone che attendono di conoscere il loro destino. E’ questa la situazione in seguito all’azione intrapresa nella giornata di ieri dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha deciso di chiudere i porti italiani per dire basta agli sbarchi.

“Salvare vite umane è doveroso, ma l’Italia non può diventare un campo profughi“, ha scritto oggi Salvini su Facebook. Il leader della Lega, che siede al Viminale nel Governo Conte, ha duramente attaccato Malta, rea di aver rifiutato di far attraccare l’imbarcazione nel proprio porto. Dal governo maltese la risposta non si è fatta attendere: “Non è nostra competenza, il salvataggio è avvenuto in acque territoriali libiche ed è stato coordinato dalla Guardia costiera italiana”.

Vite umane in pericolo, doveroso intervenire

Un braccio di ferro sulla pelle di 629 persone. In queste ore in molti si stanno chiedendo se la scelta di chiudere i porti non sia un atto illegale. Salvini si è probabilmente appellato alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che vieta il passaggio di una nave nelle acque territoriali se può recare pericolo “alla pace e al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero”. In sostanza, se viola le leggi sull’immigrazione.

Non sembra essere così, dato che in caso di migranti in mare è previsto il soccorso e successivamente il cosiddetto “Place of Safety” (il luogo sicuro, ndr), determinato dall’Autorità Sar in coordinamento con il ministero dell’Interno. Inoltre, come ribadito da più parti in queste ore, il salvataggio di vite umane non può non essere la priorità per ogni governo democratico.