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Morte Stefano Cucchi, parla ex moglie di carabiniere indagato: “Con la divisa si sentiva Rambo”

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Anna Carino, ex moglie Raffaele D’Alessandro, interpellata dai giudici del tribunale di Roma nell’ambito del processo bis per la morte di Stefano Cucchi (in cui l’ex consorte è imputato assieme ad altri quattro militari) ha dato un quadro abbastanza completo della personalità del carabiniere accusato accusato di aver pestato a morte Cucchi il il 22 oottobre 2009, quando l’uomo si trovava sotto custodia cautelare.

“Lui con la divisa si sentiva come Rambo. Diventava aggressivo”, sono le parole riportate da Askanews della donna che poi è scesa nei dettagli del rapporto con il D’Alessandro, conosciuto nel 2002 e dal quale ha avuto due figli: “Lui dopo la scuola allievi di Torino prese servizio a Roma, alla stazione Appio. Tornava a casa una volta al mese o al massimo due”.

Venndo alle rivelazioni circa la morte di Cucchi, arrivarono in occasione di un servizio tv dedicato alla vicenda del trentenne capitolino fermato dai carabinieri dopo essere stato visto cedere delle confezioni trasparenti in cambio di una banconota: “Quante gliene ne abbiamo date”, disse il carabiniere alla compagna. Che ha ricordato davanti ai giudici: “Me lo disse in dialetto. Dopo alcuni mesi ricevette una convocazione e mi aggiunge che anche altri erano stati pestati da lui ed altri, specie extracomunitari”.

Ma nessun senso di colpa s’affacciò mai nella testa dell’imputato per il pestaggio in questione (d’altra parte Cucchi era considerato da D’Alessandro “un drogato di merda”) – sempre a dire della donna: “Non era certo preoccupato sino a quando non ricevette la lettera”. “Quando venni convocata dai magistrati avevo paura. Lui, in seguito alla sperazione, aveva avuto reazioni violente. Faceva continue telefonate, minacce, atteggiamenti intimidatori. Litigavamo tantissimo”.