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Lunga intervista di Luigi Di Maio a Rtl 102.5. E per il Reddito di Cittadinanza spunta una data

Intervistato da Fulvio Giuliani, Giusi Legrenzi e Pierluigi Diaco Lo durante la puntata odierna di Non Stop News, programma d’informazione di Rtl 102,5, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha parlato degli arresti legati al progetto di costruzione del nuovo stadio della Roma, alla crisi diplomatica in corso con la Francia, ai punti del programma e ad altro ancora.

Ma andiamo con ordine e partiamo con le dichiarazioni legate alla quaestio stadio della Roma e, nello specifico, all’arresto di un personaggio vicino al Movimento 5 Stelle, il presidente Acea Luca Lanzalone. Dichiarazioni molto nette, che evidenziano ancora una volta come il M5S provi a perseguire la linea dell’onestà (anche se molto spesso ci si imbatte in mele marce): “Il Presidente dell’Acea, Luca Lanzalone si deve dimettere: per reati così gravi nel Movimento 5 Stelle, non esiste presunzione di innocenza, è una persona agli arresti domiciliari e non deve restare alla presidenza dell’Acea”. Il leader pentastellato ha quindi spiegato il tragitto che ha portato Lanzalone alla presidenza Acea: “Lanzalone è colui che ci aveva aiutato a sanare questione rifiuti di Livorno, e nella questione stadio ci ha aiutato a ridurre le cubature presenti nel progetto originario, noi volevamo meno cemento. Abbiamo eliminato le torri. Per questo è stato premiato e gli è stato data la presidenza di Acea”. Nonostante queste parole di sostanziale elogio: ” E’ agli arresti domiciliari, non può rimanere in quella carica. Mi aspetto che si dimetta”. “Da noi chi sbaglia paga. Noi vogliamo il Daspo per chi si macchia di corruzione nella Pubblica Amministrazione e l’introduzione dell’agente provocatore”.

Quindi, sull’intoppo diplomatico con la Francia (anche se si è vicini alla distensione): “Non è questione di rispetto per me o Conte ma per l’Italia come Paese. Dopo le scuse si ripartirà poi con le relazioni”. “Ci sono due fronti per la questione Italia Francia: uno è come si comporta ora questo governo nei confronti dell’immigrazione. Io un anno fa sollevai per esempio la questione Ong, poi, ironia della sorte, un anno dopo mi ritrovo ad affrontare queste questioni al governo. Inoltre, l’anno scorso sono stato a Ventimiglia, ho visto i respingimenti francesi, anche nei confronti di minori, cosa che non si può fare. Quindi io non credo che la Francia possa darci lezioni. Poi c’è un altro fronte, quello del nuovo atteggiamento che l’Italia ha nei confronti degli altri Paesi europei. Finché non arriveranno scuse noi non indietreggiamo, e questo deve essere chiaro anche per come ci comporteremo su altri tavoli in Ue. Non si deve più pensare che si può abbindolare l’Italia”.

Sull’emergenza Aquarius: “Quando abbiamo chiesto di prelevare donne incinte e bambini dall’Aquarius, l’Ong ci ha spiegato che non c’era bisogno”. ” Sul Mediterraneo e sul canale di Sicilia si affacciano tanti Paesi, tra cui Malta. Si considera che solo l’Italia debba intervenire. Mi fa rabbia la posizione di Malta, Paese che ci è stato vicino e amico per tanto tempo: aveva l’Aquarius di fronte, a poche miglia nautiche, ma non l’ha soccorsa. Sapeva che c’erano le persone in difficoltà e non le ha aiutate e questo mi ha lasciato davvero stupito. Noi siamo un Paese amico di Malta, forniamo l’energia elettrica a Malta, ma certo non faremo ritorsioni, ma vedo ipocrisia in giro e sfrenato egoismo sia l’Onu che l’Ue dice : le Ong e l’Italia trovino una soluzione.Io dico troviamo tutti una soluzione”.

E tra i tanti altri temi trattati (vedi questione Ilva), ci soffermeremo per finire su alcuni temi che toccano da vicino il suo ministero: “Stiamo preparando il Decreto-dignità”. “E’ strutturato in quattro punti: primo, rivolto alle imprese, eliminiamo le scartoffie, cioè tutte quelle cose come spesometro, redditometro e studi di settore. Poi stop alle delocalizzazioni: chi prende fondi dallo Stato non può andare all’estero. Lotta alla precarietà e al gioco d’azzardo, gli ultimi due punti”. E sul reddito di cittadinanza? Oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente: “Già nella legge di bilancio di quest’anno si dovrà avviare il fondo per il reddito di cittadinanza”. Ma affinché parta, dovrà passare un po’ di tempo. Sarà il 2019? “Lo spero”.