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I Francesi danno lezioni di accoglienza, ma ecco cosa succede a Ventimiglia

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Predicare bene ma razzolare male? lo scontro istituzionale tra Italia e Francia sul tema immigrazione ha portato alla luce una serie di scenari riguardanti non solo il Belpaese ma anche l’atteggiamento dell’amministrazione guidata dal presidente Macron nei confronti dei migranti, tra respingimenti illegali, atti di vere e proprie barbarie e maltrattamenti, da parte della polizia nei confronti dei minori, e non solo. Una ‘doppia morale’ che sta suscitando non poco malcontento tra i sindaci italiani ed in particolare da parte del primo cittadino di Ventimiglia Enrico Ioculano, città dalla quale i migranti cercano di transitare per raggiungere la Francia. Prendendo le distanze dalla recente decisione del ministro degli Interni Matteo Salvini ma anche alzando la voce contro la Francia e Macron: “Presidente Macron, da che pulpito… Non condivido la posizione del governo su Aquarius, anzi, ma non si accettano lezioni di morale dalla Francia, perché noi al confine c’eravamo e abbiamo visto”, ha sottolineato pubblicando, sul suo profilo Facebook, le immagfini dei migranti sugli scogli a causa dei blocchi alla frontiera.

I racconti dei migranti minorenni

Tra i racconti di chi ha provato a raggiungere la Francia c’è quello di T., 15enne scappato dalla guerra in Darfur che ha rivelato: “ho provato a passare. Eravamo in due, ci hanno fatto scendere dal treno strattonandoci e urlando, poi ci hanno spinti in un furgone nel parcheggio della stazione. Ci hanno dato un foglio e ci hanno rimessi su un treno che tornava in Italia, senza spiegarci nulla”. E così E. 16enne dell’Eritrea: “ho provato già dieci volte ad attraversare la frontiera. Una volta a piedi, da solo, ma mi sono perso. Le altre nove volte in treno. La polizia francese sale sul treno, ti afferra, ti fa scendere e ti rispedisce indietro”.

I maltrattamenti della polizia francese contro i minori

Emergono inoltre altri dettagli shock da parte dei metodi messi in atto dalla polizia francese alla frontiera: ai ragazzini verrebbero ad esempio tagliate le suole delle scarpe per poi essere allontanati, obbligandoli a tornare a Ventimiglia a piedi. Ma non solo: in violazione delle norme europee e francesi, l’intervento della polizia comporta tra le altre cose il fermo dei minori, la falsificazione delle dichiarazioni in merito alla loro volontà (non vera) di tornare indietro; ma non solo perchè spesso i migranti minorenni vengono registrati come maggiorenni e detenuti senza cibo, acqua e coperte, non dando loro possibilità alcuna di parlare con un tutore legale, spesso matrattandoli o attaccandoli verbalmente, sottraendo loro le carte Sim. Qualsiasi siano le condizioni atmosferiche, dal sole cocente alle piogge incessanti, i migranti vengono costretti a fare ritorno in Italia percorrendo una lunga strada priva di marciapiede.

Daniele Orlandi