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Nuova uscita a sorpresa di Izzo: “So chi è il Mostro di Firenze”

Angelo Izzo: “So chi era il mostro di Firenze”

Dopo aver confessato di aver preso parte al brutale omicidio di Rossella Corazzin, una giovane trentina scomparsa negli anni ’70, Angelo Izzo continua con le sue dichiarazioni scioccanti, questa volta indicando quello che a suo avviso è il mostro di Firenze. La dichiarazione sugli omicidi che hanno scioccato la città toscana risale al 29 dicembre del 2016 ed è contenuta in una lettera che Izzo ha inviato al Procuratore di Belluno. In questa “La belva del Circeo” scrive che Francesco Narducci, il medico di Perugia morto nel 1985 in circostanze non chiare gli avrebbe fatto intendere di essere il mostro di Firenze: “Ricordo che in un’occasione Francesco Narducci portò me e Gianluigi a visitare una chiesa di cui non ricordo il nome, ma adiacente al cimitero di Perugia, piena di quadri e simboli Templari. Mi parlò, senza rivelarmi sue responsabilità, ma dimostrando una notevole conoscenza dei fatti di una coppia uccisa nel 1974 in Toscana. Non so se alludeva ad una vittima del cosiddetto mostro di Firenze, tuttavia mi diede delle spiegazioni esoteriche che ricordo solo in parte”.

Narducci sarebbe colpevole dell’omicidio Gentilcore-Pettini

In quella occasione Narducci avrebbe parlato dei dettagli di un omicidio avvenuto nel ’74 che sembra corrispondere nelle dinamiche a quello che ha portato alla morte di Riccardo Gentilcore (19 anni) e della Stefania Pettino (18 anni): “L’omicidio dovrebbe essere stato commesso di sabato e la donna era stata penetrata con un ramo o qualcosa del genere, e il ragazzo doveva essere molto giovane e molto bello”. Anche questi omicidi sarebbero, secondo Izzo, collegati a delle sette esoteriche, pare infatti che in quella discussione Nardini avesse fatto riferimento a rituali satanici: “Narducci veniva chiamato con il soprannome di Boris Karloff per questa sua mania dei riti di sangue. Non diedi molto peso alle cose che mi disse, tanto che ne ho un ricordo vago. Certamente però concordammo che noi potevamo essere la “mano militare” di una setta esoterica dedita a quei riti”.