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Mondiali di Russia 2018, migliore in campo rifiuta premio: tutta colpa dell’alcool

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Mohamed El-Shenawy

Nonostante una sconfitta rimediata allo scadere dei minuti regolamentari, l’esordio dell’Egitto ai Mondiali di Russia 2018 contro l’Uruguay è  stato più che dignitoso. Il migliore in campo, tra gli egiziani, è stato sicuramente il portiere Mohamed El- Shenawy e proprio intorno a lui si è scatenata una curiosa vicenda.

Mohamed El- Shenawy rifiuta un premio: il motivo è religioso

Schierato tra i pali al posto del più blasonato Essam El-Hadary, che sicuramente otterrà il primato di giocatore più anziano mai presentatosi ai mondiali (ha 45 anni), Mohamed El- Shenawy si è comportato benissimo e non ha fatto rimpiangere al suo Commissario Tecnico di averlo scelto. Il giocatore è stato talmente bravo da meritare di ricevere il premio come miglior giocatore della partita, a dimostrazione del fatto che a volte vincere non significa essere stati i più bravi. Mohamed El- Shenawy non ha potuto, purtroppo, ritirare il premio che avrebbe meritato di portare a casa. Questo perché il premio è sponsorizzato da un famoso marchio di birra e il calciatore in questione è di fede musulmana: i musulmani, com’è noto, non possono consumare alcolici o esservi connessi in maniera indiretta.

Gli organizzatori increduli davanti al rifiuto di Mohamed El- Shenawy

Quello di Mohamed El-Shenawy è un mondiale che è iniziato bene ma che, probabilmente, non avrà seguito visto la grande qualità delle concorrenti in gioco. Una grande opportunità, quindi, quella che si è trovata davanti il 30enne portiere egiziano, che è soltanto alla sua terza presenza in Nazionale. Il premio come miglior giocatore della partita avrebbe potuto dargli, oltre ad un’importantissima soddisfazione personale, anche una visibilità maggiore pensando al calciomercato che si aprirà al termine dei mondiali. Sono rimasti sbalorditi gli organizzatori che si sono visti arrivare il rifiuto di ritirare il premio da parte di El-Shenawy. Le motivazioni, però, sono state presto svelate.

(Foto d’archivio)

Maria Mento