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Marte, niente UFO: la formazione rocciosa derivata da un’eruzione

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Marte, niente alieni: la spiegazione scientifica

Ogni tanto, i fan degli UFO fanno riemergere la vicenda della presunta “nave spaziale precipitata” sulla superficie di Marte, che avrebbe lasciato una strana formazione rocciosa vicino all’equatore. La formazione di Medusae Fosse ha sconcertato gli scienziati da quando è stata avvistata dalla sonda Mariner negli anni ’60 (oltre ad aver ispirato molti video su YouTube da parte dei complottisti). Ma un nuovo studio suggerisce che la formazione rocciosa si sia formata in seguito ad esplosioni vulcaniche, che hanno generato getti di cenere e roccia.

E’ una nuova ricerca portata avanti dalla Johns Hopkins University di Baltimora a suggerire che la formazione rocciosa sia stata depositata durante esplosioni vulcaniche sul pianeta rosso più di 3 miliardi di anni fa. La formazione è circa 100 volte più massiccia del più grande deposito vulcanico esplosivo sulla Terra: si tratta a tutti gli effetti del più grande deposito vulcanico esplosivo conosciuto nel sistema solare, stando a quanto riferito dagli autori dello studio.

L’eruzione ha reso Marte inabitabile

“Questo è un deposito massiccio, non solo su scala marziana, ma anche in termini di sistema solare, perché non conosciamo nessun altro deposito simile”, ha detto l’autore principale, Lujendra Ojha, uno scienziato planetario della John Hopkins Università di Baltimora. La formazione delle Fosse di Medusa avrebbe segnato un punto cruciale nella storia di Marte, secondo gli autori dello studio. Le eruzioni che hanno creato il deposito potrebbero aver scatenato la fuoriuscita di enormi quantità di gas che hanno alterato il clima nell’atmosfera di Marte e hanno rilasciato abbastanza acqua da coprire Marte in un gigantesco oceano.

In particolare, gas vulcanici tossici come l’idrogeno solforato e il biossido di zolfo avrebbero alterato la chimica della superficie e dell’atmosfera di Marte, compromettendone l’abitabilità.