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“Ha ucciso a bastonate la moglie” condannato al massimo della pena il famoso dermatologo 

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“Ha ucciso a bastonate la moglie” condannato al massimo della pena il famoso dermatologo 
Matteo Cagnoni e la moglie assassinata, Giulia Ballestri

Condannato al massimo della pena Matteo Cagnoni 

Matteo Cagnoni è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Giulia Ballestri. La donna era stata ammazzata a bastonate, anzi più correttamente ferita in modo gravissimo e lasciata agonizzante a morire nella vecchia villa di Cagnoni, dermatologo noto per le sue comparse in tv.  La donna lascia tre figli, avuti col marito, di 13, 11 e 8 anni.

Cagnoni, 53enne fiorentino e che appartiene ad una ricca famiglia di Ravenna, era stato accusato di aver aggredito il 16 settembre 2016 la moglie 39enne Giulia mentre si era recato con lei nella villa disabitata della famiglia in via Padre Genocchi a Ravenna. Secondo l’accusa l’uomo non sopportava che la moglie gli stesse chiedendo la separazione e che vedesse un altro.
Così quella mattina di settembre, dopo aver portato al primo giorno di scuola i tre figli, i due hanno fatto colazione assieme e poi Cagnoni ha invitato Giulia nella vecchia villa di famiglia per “farle vedere un quadro che voleva vendere”. Una trappola, secondo l’accusa. Cagnoni avrebbe ferita gravemente a colpi di ramo di pino la donna, lasciandola poi a morire nello scantinato, e sarebbe tornato a casa. 

Tantissimi indizi contro il dermatologo 

Cagnoni non si è mai proclamato colpevole, anzi ha sempre sostenuto di essere innocente, ma nei suoi confronti ci sono fior di indizi. Come il fatto che, mentre tutta la famiglia e la polizia cercava Giulia, data per scomparsa (venne trovata solamente dopo giorni di ricerche) lui avesse già detto ai genitori (dai quali era tornato) che la donna era morta a causa di una rapina.
C’erano le sue impronte insanguinate su un frigo nella vecchia villa e sulla parete, piene del sangue della moglie. 

I cuscini sporchi di sangue nella villa erano stati portati a casa dei genitori da Cagnoni. L’uomo, quando sabato 18 settembre la polizia era venuto a cercarlo (infatti stranamente Cagnoni non aveva partecipato alle ricerche della moglie) era fuggito dalla finestra della villa dei genitori, ed era stato arrestato. La notte della morte di Giulia aveva cancellato tutti gli appuntamenti dicendo alla segretaria che era “avvenuta una tragedia” (quando ancora tutti pensavano che Giulia fosse scomparsa, non morta) e si era recato col padre a sentire un avvocato penalista. 

Così è giunta la condanna all’ergastolo per Cagnoni. Il processo è durato nove mesi. 

Il “pensiero va a Giulia e ai suoi tre bambini, che nel giro di un anno hanno perso la madre, massacrata, e ora si ritrovano il padre all’ergastolo. Per questo motivo non c’è nessuna soddisfazione, ma grande, grandissimo dolore. La condanna era ampiamente attesa, l’unico dubbio era sul riconoscimento delle aggravanti e sull’entità della pena” ha detto l’avvocato Giovanni Scudellari, di parte civile.