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Pedopornografia, condannato il Monsignore accusato da Canada e Stati Uniti

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Condanna a 5 anni di reclusione per pedopornografia. Questo è quanto ha stabilito il Tribunale Vaticano che ha giudicato la condotta di Monsignor Carlo Alberto Capella, il prelato di 50 anni arrestato lo scorso 7 aprile dalla Gendarmeria Vaticana. Si tratta, per lui, della prima udienza.

Il Tribunale Vaticano ha processato Monsignor Capella

Ieri 22 giugno, alle ore 15:00, ha avuto luogo il processo del Tribunale Vaticano a carico dell’imputato Monsignor Carlo Albero Capella. L’ecclesiastico è stato condannato a 5 anni di reclusione ed al pagamento di una multa pari a 5mila euro per il detenzione, cessione e trasmissione di materiale pedopornografico. La pena, inizialmente posta a 4 anni di reclusione e 4mila euro di multa, è aumentata a causa della continuazione del reato (ma è stata bilanciata grazie ad attenuanti generiche). L’uomo, consigliere di nunziatura, è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali. La condanna comminata è inferiore a quella richiesta dal Promotore di Giustizia che aveva chiesto 5 anni e 9 mesi di carcere ed il pagamento di 10mila euro di multa. Monsignor Capella aveva confessato il suo crimine.

Monsignor Capella rinviato a giudizio il 9 giugno

Del caso di Monsignor Capella avevamo già trattato agli inizi della vicenda (qui l’articolo in questione). L’allarme è scattato nel dicembre 2016, in Canada, quando il Monsignore ha scaricato e condiviso una gran mole di materiale pedopornografico utilizzando il computer di una Chiesa del luogo. L’operato di Carlo Alberto Capella è stato scoperto grazie alla segnalazione del Centro nazionale di coordinamento contro lo sfruttamento dei bambini. Il Vaticano era stato avvertito, nel 2017, del fatto che uno dei suoi membri accreditato presso l’ambasciata di Città del Vaticano a Washington risultasse coinvolto in tale vicenda e si era messo in azione aprendo un fascicolo. Per evitare che l’arresto del Monsignore avvenisse in terra americana, Capella è stato fatto tornare a Roma e qui la Gendarmeria Vaticana lo ha tradotto in caserma su ordine del Tribunale Vaticano. Il prelato è stato rinviato a giudizio il 9 giugno: gli elementi di prova raccolti sono stati giudicati sufficienti per procedere con il processo. La norme che contrastano la pedopornografia in ambito ecclesiastico seguono una legge voluta fortemente da Papa Francesco che è stata promulgata l’11 luglio del 2013;

Maria Mento