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Tifoso si uccide dopo la sconfitta dell’Argentina: da una partita di calcio al dramma

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Decidere di morire per una partita di calcio persa dalla propria squadra del cuore. Questa l’estrema, folle, decisione presa da Dinu Alex, un ragazzo indiano che non è stato in grado di superare il colpo della sconfitta dell’Argentina. E così la festa sportiva dei Mondiali di calcio di Russia 2018 è stata funestata dalla tragedia.

Dinu Alex, la scomparsa dopo la sconfitta dell’Argentina

Il 21 giugno è andata in scena la sfida calcistica che ha visto l’attesissima Argentina scontrarsi con una Croazia che- grazie alla grande potenzialità dei suoi giovani talenti- finalmente ha ambizioni di alto livello. La partita non solo ha messo in evidenza la solita incostanza di Lionel Messi, che in Nazionale non riesce ad essere decisivo, ma è stata causa indiretta di un dramma che mette in secondo piano qualunque altro tipo di discorso. La tragedia si è consumata in India. Qui Dinu Alex, un ragazzo indiano di 30 anni chiuso ed introverso (così lo descrive chi lo ha conosciuto), è rimasto talmente sconvolto dalla sonora sconfitta rimediata dall’Albiceleste a causa della Croazia da decidere di voler morire. Così, terminata la visione della partita, ha messo in atto il suo piano: ha scritto una lettera per la sua famiglia, spiegando i motivi che lo spingevano a compiere tale gesto, e dopo ha fatto perdere le sue tracce.

Il ritrovamento di Dinu Alex nelle acque del fiume Meenachil

Fino ad oggi i cari di Dinu Alex sono stati in apprensione per la sorte del loro congiunto, e sicuramente avranno vissuto con la flebile speranza che all’ultimo minuto il giovane avesse potuto ripensarci. Stamattina le ricerche del giovane sono culminate con la scoperta del suo corpo, individuato intorno alle ore 08:30 nelle acque del fiume Meenachil.

Per gli inquirenti i fatti confermano le intenzioni del giovane di commettere suicidio. Questo è quanto si legge nel biglietto lasciato da Dinu Alex: “Non mi resta più nulla da vedere al mondo. Me ne vado… Nessuno deve essere considerato responsabile della mia morte”. Un altro pensiero, ritrovato in un suo diario, mette in evidenza quanto il ragazzo suicida avesse basato tutta la sua vita sul sogno calcistico della coppa del mondo: “Messi, la mia vita è dedicata a te, in attesa di vederti alzare al cielo la Coppa del Mondo”.

(Foto d’archivio)

Maria Mento