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L’ex avvocato di Licio Gelli e le lezioni di Diritto Internazionale su Facebook

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L'ex avvocato di Licio Gelli e le lezioni di Diritto Internazionale su FacebookAugusto Sinatra: l’avvocato di Licio Gelli

Augusto Sinatra è un candidato di CasaPound di queste elezioni. Quest’ultimo è un professore all’università La Sapienza di Roma, dove insegna Diritto dell’Unione europea presso la facoltà di Scienze Politiche.

Ex giudice ed ex magistrato, è divenuto una figura nota quando è stato il difensore di Licio Gelli, il famoso capo della loggia massonica P2. Augusto Sinatra è anche un grande oppositore dell’europeismo e delle politiche “leggere” sul tema dell’immigrazione.

La sua idea riguardo al fenomeno dell’immigrazione

Riguardo a quest’ultimo tema, l’ex avvocato di Licio Gelli si è pronunciato in maniera molto decisa: “Cercherò di fare una riflessione esclusivamente tecnico-giuridica di diritto internazionale di cui sono stato Professore Ordinario nell’Università.

1. Le navi che solcano i mari battono una Bandiera. La Bandiera non è un’oggetto meramente folkloristico o di colore. La Bandiera della nave rende riconoscibile lo Stato di riferimento della nave nei cui Registri navali essa è iscritta (nei registri è indicata anche la proprietà pubblica o privata).

2. La nave è giuridicamente una “comunità viaggiante” o, in altri termini, una “proiezione mobile” dello Stato di riferimento. In base al diritto internazionale la nave, fuori dalle acque territoriali di un altro Stato, è considerata “territorio” dello Stato della Bandiera. Dunque, sulla nave in mare alto si applicano le leggi, tutte le leggi, anche quelle penali, dello Stato della Bandiera.

3. Il famoso Regolamento UE di Dublino prevede che dei cosiddetti “profughi” (in realtà, deportati) debba farsi carico lo Stato con il quale essi per prima vengono in contatto. A cominciare dalle eventuali richieste di asilo politico.

4. Non si vede allora quale sia la ragione per la quale una nave battente Bandiera, per esempio, tedesca, spagnola o francese, debba – d’intesa con gli scafisti – raccogliere i cosiddetti profughi appena fuori le acque territoriali libiche e poi scaricarli in Italia quando la competenza e l’obbligo è, come detto, dello Stato della Bandiera.

5. Da ultimo è emerso che due navi battenti Bandiera olandese e con il solito carico di merce umana, non si connettano giuridicamente al Regno di Olanda e né figurino su quei registri navali, come dichiarato dalle Autorità olandesi.
Allora, giuridicamente, si tratta di “navi pirata”, le quali non sono solo quelle che battono la bandiera nera con il teschio e le tibie incrociate.

6. Ne deriva il diritto/dovere di ogni Stato di impedirne la libera navigazione, il sequestro della nave e l’arresto del Comandante e dell’equipaggio.

Molti dei cosiddetti “profughi” cominciano a protestare pubblicamente denunciando di essere stati deportati in Italia contro la loro volontà. Si è in presenza, dunque, di una nuova e inedita tratta di schiavi, con la complicità della UE, che offende la coscienza umana e che va combattuto con ogni mezzo”.

Mario Barba