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Claudio Amendola cambia ancora idea su Salvini: “Non voglio vivere in un Paese che chiude i suoi porti”.

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Ancora un cambio di parere sul fronte Salvini per il noto attore e regista Claudio Amendola.

Come sengalato da diverse realtà online, ai margini della proiezione del suo nuovo film (‘Il permesso – 48 ore fuori’), l’attore e regista capitolino s’è espresso in questi termini circa l’operato del vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Salvini sta dando voce a un sentimento che è più lontano da me di qualunque cosa voi possiate pensare, ma vedo che è un sentimento che purtroppo fa proseliti e che cresce in Italia. Ho intuito che Salvini cavalcava delle sensazioni che sono facili, sono naturali nell’uomo, sono semplici da portare avanti. Io credo che stiamo perdendo di vista la nostra indole, che è quella di un Paese con quattromila chilometri coste, siamo ‘partenti’ e siamo ‘arrivanti’. Non possiamo nascondere questa nostra antichissima tradizione: siamo un popolo di mare. Anche chi vive in Padania in qualche modo è un mezzo marinaio”. Amendola ha quindi aggiunto: “Non voglio vivere in un Paese che chiude i suoi porti”.

Soltanto qualche mese fa (era fine marzo. Magari era proprio l’attitudine pazzerella del terzo mese dell’anno a farlo parlare così), il figlio d’arte si esprimeva in termini decisamente diversi, parlando del leader della Lega: “Io penso che sia i 5 Stelle, ma soprattutto la Lega, e soprattutto negli ultimi anni, con un Salvini che si è dimostrato più capace di tutti i politici degli ultimi vent’anni, senza ombra di dubbio questo proprio, hanno occupato quello spazio, sono andati, si sono fatti vedere, hanno cercato di rappresentare gli operai, hanno cercato di sposarne le richieste, le esigenze e soprattutto sono stati presenti”.

E chi ai tempi parlava di opportunismo, magari s’è ricreduto: lo fosse stato davvero non si sarebbe espresso in questi termini, adesso che Salvini ha in mano il Paese.