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100 donne condannate a morte: la vendetta dell’Iraq contro l’ISIS

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Membri dell’Isis impiccati in risposta all’esecuzione di militari iracheni

La risposta del governo iracheno alle minacce di morte ed alle esecuzioni compiute dai membri dell‘Isis ai danni di 8 militari appartenenti alle forze speciali è stata di eguale misura e violenza: dopo aver appreso che i militari detenuti dai terroristi erano stati torturati ed uccisi, il primo ministro dell’Iraq Haider al-Abadi ha ordinato l’immediata esecuzione de detenuti affiliati all’Isis e condannati a morte lo scorso aprile dal tribunale. Sono passate solo poche ore dal proclama del premier prima che 12 dei 300 detenuti venissero impiccati. Tra i condannati a morte ci sono anche 100 donne sunnite, le stesse che i membri dell‘Isis avevano chiesto in cambio della restituzione dei militari catturati.

Il video di propaganda dell’Isis e la reazione del governo iracheno

Nel video dell’Isis mandato in onda qualche giorno fa, si vedevano dei militari iracheni legati, in ginocchio e con il viso rivolto verso il muro. Nel filmato i terroristi chiedevano al governo iracheno il rilascio delle 100 donne sunnite condannate a morte lo scorso aprile per risparmiare la vita ai militari. Nella parte finale del filmato veniva fornita una dead line (un termine ultimo) per il rilascio delle condannate, oltre il quale i militari sarebbero stati uccisi.

Scaduto il termine fissato è stata data notizia che i militari erano stati uccisi. Da un’analisi medico-legale sui corpi si è scoperto, però, che questi erano stati uccisi ben prima del termine prefissato, il che manifesta la mancata intenzione dei terroristi di rispettare i patti. Questa notizia ha mandato su tutte le furie il primo ministro Haider al-Abadi che ha dichiarato in diretta tv: “I nostri militari e servizi segreti opereranno una dura vendetta nei confronti di queste cellule terroristiche. Vi promettiamo che i colpevoli di questo crimine verranno uccisi o arrestati”.