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L’uomo che ha massacrato un paziente era stato liberato due giorni prima dal giudice 

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L’uomo che ha massacrato un paziente era stato liberato due giorni prima dal giudice 
Charles Opoku Kwasi, 31 anni del Ghana

Il ghanese era stato rimesso in libertà da due giorni 

Charles Opoku Kwasi era stato arrestato appena due giorni prima di uccidere Luca Toscano, il 77enne massacrato a pugni nel reparto psichiatrico dell’ospedale di San Rocco di Sessa Aurunca, Caserta. 

Charles Opoku Kwasi, 31 anni del Ghana ed irregolare sul territorio (la sua richiesta d’asilo è stata respinta nel 2013 e l’uomo avrebbe dovuto essere rimpatriato), non era certo una persona docile. Probabilmente con problemi mentali, usava frequentemente droga. 

Sabato scorso aveva messo a soqquadro un locale perché non voleva pagare la birra e voleva 100 euro dal proprietario: arrestato dai carabinieri per l’atteggiamento violento, era stato subito rimesso in libertà con obbligo di firma da parte del magistrato. 

Ma prima di quel fatto, Charles Opoku Kwasi aveva già dato in escandescenze per non pagare un pacchetto di sigarette ed era stato fermato mentre danneggiava auto e minacciava i passanti.
Nel 2015 era stato fermato ad Andria, Puglia, per furto. Nel 2016 fu fermato per rissa sul litorale Domitio. 

I Sanitari: “Nessuno ci ha detto che era violento” 

Il 31enne ghanese quindi era una persona abbastanza pericolosa, se non altro veemente. Eppure quando è stato fermato lunedì sera, colto per l’ennesima volta in atteggiamenti di minaccia mentre urlava fuori di sé e rovinava le auto in sosta, è stato portato all’ospedale di Sessa Aurunca verso le 4 del mattino. L’uomo era visibilmente sotto effetto di droghe, forse crack. 

Nessuno però avrebbe detto ai sanitari dell’ospedale che Charles Opoku Kwasi aveva tenuto un comportamento violento.
Arrivato in ospedale Charles Opoku Kwasi è stato sottoposto al TSO. Alle 6.45 l’uomo si è svegliato ed è cominciato l’incubo: l’incubo per Luca, 77 anni, ex infermiere e ricoverato, che si è trovato di fronte il 31enne che l’ha massacrato a pugni in faccia ammazzandolo.
Siamo soli contro emergenze continue, in balia di persone con problemi psichici, a volte tossicodipendenti. Il pericolo è quotidiano per chi vive nei nostri reparti. Neanche i precedenti noti dell’immigrato ci sono stati forniti al momento del ricovero, la polizia quando ce lo ha consegnato ha omesso di dirci cosa aveva fatto (…)” dicono dall’ospedale. “Sono stati momenti di violenza inaudita. Alcuni di noi sono rimasti feriti in circostanze analoghe, ma mai neanche infermieri con 40 anni di esperienza alle spalle hanno visto una cosa simile”.

I medici: “Se ci avessero detto che era un violento, avremmo preso precauzioni”. La testimonianza choc dei presenti