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Napoletani scomparsi in Messico, spunta una nuova ed inquietante pista di sangue  

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Napoletani scomparsi in Messico, spunta una nuova pista di sangue
Foto d’archivio

Napoletani scomparsi, ucciso il sindaco della cittadina

Una nuova pista scioccante sui tre napoletani che sono scomparsi in Messico. 

Due giorni fa Victor Diaz Contrera, sindaco di Tecalitlàn, è stato ammazzato mentre stava andando ad una riunione con una funzionaria del comune, rimasta ferita nell’agguato. In Messico la corruzione fra funzionari è all’ordine del giorno e la violenza è endemica, quindi questo potrebbe sembrare un classico caso di violenza politica contro un primo cittadino che ha dato fastidio a qualche signore della droga. Ma ci sarebbe di più: il sindaco ucciso avrebbe fiutato qualcosa circa la corruzione dei vertici della polizia locale, coinvolta nella sparizione dei tre napoletani. 

Forse un collegamento fra i due casi 

Potrebbe esserci un collegamento fra il caso del sindaco ucciso e quello di Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, i tre napoletani scomparsi in Messico il 31 giugno, venduti dalla polizia locale (tre poliziotti hanno confessato) per qualche dollaro ad una organizzazione criminale del luogo. 

Secondo la polizia federale messicana ci sarebbe un collegamento fra l’omicidio del sindaco e la scomparsa dei tre napoletani. In sostanza secondo gli inquirenti l’omicidio del primo cittadino non sarebbe politico: è avvenuto con armi pesanti, in stile militare. 

Contreras sarebbe stato sindaco ancora per due settimane, poi erano in programma le elezioni. “Non escludiamo nessuna pista. Non posso confermare né smentire un possibile collegamento fra i due eventi“, ha dichiarato Fausto Mancilla, procuratore federale dello stato di Jalisco”. Ma ammette che stanno indagando sul consiglio comunale.