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Italiani pazzi per gli integratori? Alcuni sono nocivi per la salute

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Ogni giorno il nostro cervello viene bombardato da pubblicità di tutti i tipi e molta della pubblicità che ci viene proposta è di tipo commerciale, cioè atta a persuadere l’utente al fine di fargli acquistare una determinata cosa.

Fanno parte di questo circolo vizioso anche i famosi prodotti dimagranti che riescono ad avere molta presa sulle persone grazie a ciò che slogan accattivanti promettono: un dimagrimento importante per poter sfoggiare un fisico degno di una modella. Allo stesso modo, si assumono integratori alimentari e non solo per dimagrire ma anche per far fronte alla stanchezza. Non tutti sanno, però, che molti degli integratori presenti sul mercato fanno più male che bene al nostro organismo.

Integratori alimentari, un po’ di cifre in Italia

Il 65% degli italiani adulti consuma integratori, per un valore di 3 miliardi di euro stando ai dati raccolti dalle vendite nelle farmacie. Questo significa che 32 milioni di italiani assumono regolarmente integratori, sotto forma di pillole o di bevande energetiche, e che anzi nell’ultimo anno c’è stato un incremento delle vendite che si attesta intorno al 6%. I dati provengono dalla convention di Federsalus, Associazione Nazionale Produttore e Distributore di Prodotti Salutistici. Ma gli integratori alimentari aiutano veramente la salute?

Dal momento che non si tratta di medicinali, non è mai stata portata avanti una dimostrazione medico-scientifica sull’utilità che hanno per la nostra salute. Gli integratori altro non sono che alimenti che il corpo assume per far fronte ad una carenza di principi nutritivi, ma di fatto non curano le patologie né aiutano a prevenirle. Eppure le persone continuano ad acquistarle credendo di fare il proprio bene, specialmente assumendone in quantità smisurata (anche una decina di pillole al giorno). Come se più benefici potrebbero arrivare assumendone molte. Errore in cui si incappa dando ascolto alle pubblicità ingannevoli.

Gli integratori alimentari possono essere pericolosi: il caso americano

È stato stimato che negli Stati Uniti circa 20mila persone ogni anno finiscono al pronto soccorso per problemi addominali legati all’assunzione di integratori alimentari. Il colosso GNC Holdings Inc è stato accusato di vendere pillole confezionate con sostanze illegali e ha dovuto pagare 2,25 milioni di dollari per non incappare in provvedimenti penali federali.

Sono molti i produttori di integratori alimentari che hanno dovuto ritirare dal mercato i loro prodotti per questo motivo o perché utilizzavano sostanze scadenti. Anche la Società Italiana di Farmacologia (Sif) ha denunciato la produzione incontrollata di integratori (ne esistono circa 90mila tipi diversi) che contrariamente da quello che si crede, non hanno alcuna efficacia nel contrastare patologie come il cancro o l’ictus.

Maria Mento