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Giorgia Meloni lancia la bomba su Twitter: “Il reato di tortura va abolito”

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Giorgia Meloni, leader del partito politico Fratelli D’Italia, ha lanciato una proposta che ha scatenato polemiche su tutti i fronti e che, per ovvi motivi, rischia di lanciare messaggi etici errati. La proposta prevede l’abolizione del reato di tortura. Il motivo? Secondo la Meloni questo provvedimento impedisce agli agenti di polizia di svolgere “al meglio” il loro mestiere.

Il reato di tortura impedisce alle Forze dell’Ordine di svolgere il loro lavoro

La legislatura che è appena stata archiviata ha introdotto, nel 2017, una legge che contempla il reato di tortura. Questo dopo i tanti richiami che l’Italia ha ricevuto dall’UE, nel senso di un necessario adeguamento del nostro Paese alle convenzioni mondiali in fatto di diritti umani. Quella legge che ha solo un anno di vita, però, andrebbe riscritta. A sostenerlo (e a suggerirlo) è stata la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

La donna ritiene che debbano essere inasprite le pene per minacce e resistenza opposta ad un pubblico ufficiale, eliminando al contempo il reato di tortura che “impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”. Giorgia Meloni fa sul serio e il suo gruppo ha presentato due proposte di legge a Montecitorio che dovranno avere lo scopo di realizzare questi propositi. Fatto sta che Giorgia Meloni è stata aspramente criticata sui social per quanto detto e forse proprio per questo ha pensato di correggere il tiro in un secondo momento.

L’annuncio di Giorgia Meloni lanciato su Twitter: “Difendiamo chi ci difende”

Giorgia Meloni si è mostrata, come alte volte è accaduto in quest’ultimo periodo, in un video con sullo sfondo lo skyline di Roma. Il video, a corredo di un post che spiega in breve la posizione di Fratelli d’Italia, è stato pubblicato su Twitter dopo la cancellazione di un primo tweet un po’ equivoco. Con il secondo tweet la Meloni ha corretto il tiro iniziale, forse temendo di essere fraintesa, specificando che “il reato di tortura come è formulato oggi impedisce alle forze dell’ordine di fare il proprio lavoro”. Anche lei è d’accordo con il punire chi mette in atto la tortura, ma in sostanza bisogna prima capire cosa sia la tortura.

La Meloni, che ha lanciato quello che potrebbe essere uno slogan (“Difendiamo chi ci difende”), ha anche dato un “avvertimento” al nuovo Governo, auspicando per il futuro maggiore disponibilità sulle proposte di legge avanzate dal suo partito (che ricordiamo fa parte dell’opposizione): “Noi diamo la nostra disponibilità a dare una mano al governo sulle questioni per cui siamo stati votati, purtroppo registriamo una chiusura su alcune nostre proposte, come la discussione nella commissione d’inchiesta sui diritti umani del genocidio dei cristiani nel mondo, o ancora l’inserimento delle nuove mafie, come quelle nigeriane e cinesi, nell’oggetto di studio della commissione Antimafia. Sono chiusure inspiegabili”.

Maria Mento