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La tratta delle bimbe nigeriane che arrivano in Italia sui barconi per prostituirsi per pagarsi il viaggio 

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La tratta delle bimbe nigeriane che arrivano in Italia sui barconi per prostituirsi per pagarsi il viaggio
Un frame dal video de Il Corriere

La tratta delle bambine nigeriane, fino in Italia 

Arrivano coi barconi, o con i soccorsi. Sono piccole possono avere anche meno di 14 anni. Una volta arrivate spariscono, non le trovano più: vanno a prostituirsi. Sono bambine, spesso e volentieri di origine nigeriana, che vengono in Italia per essere vendute sulla strada; i soldi che guadagnano li useranno per ripagare il viaggio. 

Il Corriere ha raccolto la storia di una di loro. “Sono arrivata in Italia senza sapere nulla, mi hanno detto che dovevo pagare un debito e per questo dovevo prostituirmi. Ma io non volevo, non ero mai stata con un uomo. Io ho 14 anni. Così mi hanno fatto violentare da più persone, anche utilizzando degli oggetti. Stavo male, sanguinavo. Mi hanno curato sotto una doccia con il sale. Poi mi hanno messo sulla strada” dice B., 14 anni, spaventata. Vengono reclutate a Benin City ed affrontano un viaggio senza neppure sapere dove vanno. Quando arrivano, tutto è più chiaro. E comincia il mercato della prostituzione. 

Ripartono le Ong. Salvini: “Porti italiani li vedete in cartolina”

Intanto, le Ong tornano a battere il Mediterraneo alla ricerca, fin sulle coste libiche, di barconi di immigrati da prelevare per portarli in Europa. Ma Salvini rincara la dose: “Due navi di Ong spagnole sono tornate nel Mediterraneo in attesa del loro carico di esseri umani. Risparmino tempo e denaro, i porti italiani li vedranno in cartolina” ha commentato il ministro dell’interno sul social. 

Questa mattina diverse Ong hanno lasciato il proto: sei Aquarius alla Iuventa, dalla Lifeline alla Sea-Watch3, dalla Sea Eve alla Seefuchs sono ferme in porti a Malta, in Italia, Francia e Tunisia, ma due hanno ripreso il largo. Ma il ministro dell’Interno ha messo in chiaro le cose.