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“Guardiani della Galassia”, James Gunn licenziato a causa dei suoi tweet offensivi

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Il regista della serie “Guardiani della Galassia”, James Gunn, è stato licenziato dalla Disney. L’uomo è finito nei guai quando alcuni giornalisti hanno “scoperto” e fatto conoscere alcuni tweet del regista nei quali si parlava di pedofilia, stupro e olocausto. I tweet in questione sono stati considerati offensivi.

I tweet che hanno rovinato James Gunn

I Walt Disney Studios hanno esonerato dai suoi incarichi James Gunn. Il celebre regista, che scritto e diretto i primi due film della famosa serie “Guardiani della Galassia” (usciti nel 2014 e nel 2017), avrebbe dovuto occuparsi a breve del terzo episodio della saga. Sarà qualcun altro a scrivere e a dirigere il sequel incentrato sui supereroi della Marvel. A James Gunn è stata fatale la scoperta di alcuni tweet – messi in evidenza da giornalisti conservatori quali sono Mike Cernovich e Jack Posobiec- che tempo fa il regista aveva scritto parlando di stupro, olocausto e pedofilia.

Il suo intento era forse quello di attirare l’attenzione, ma è stato fallimento su tutta la linea: i suoi tweet sono stati considerati offensivi. “Gli atteggiamenti offensivi e le dichiarazioni scoperte sul feed Twitter di James sono indifendibili e incoerenti con i valori del nostro studio, e abbiamo interrotto i nostri rapporti commerciali con lui”, ha fatto sapere venerdì scorso Alan Horn (Presidente dei Walt Disney Studios).

James Gunn si scusa: “Volevo essere provocatorio”

Arrivata anche una dichiarazione di James Gunn, che ha cercato così di difendersi (e di scusarsi) da tweet scritti ben 10 anni fa: “Le mie parole di quasi dieci anni fa erano, al tempo, tentativi fallimentari e sfortunati di essere provocatorio. Me ne sono dispiaciuto per anni da allora: non solo perché erano stupide, per nulla divertenti, selvaggiamente insensibili e certamente non provocatorie come speravo, ma anche perché non riflettono la persona che sono oggi, o che sono stato per un po’ di tempo”. Le sue scuse non sono però state accettate. Tra i tweet incriminati vi proponiamo quello sullo stupro: “La cosa migliore dell’essere stuprati è quando hai finito di essere stuprato: è tipo, ‘fiu, quanto è bello non essere stuprato!”.

Maria Mento