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Il capo della Gang che staccò un braccio al capotreno col machete ha chiesto asilo umanitario 

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Il capo della Gang che staccò un braccio al capotreno col machete ha chiesto asilo umanitario
Josuè Isaac Gerardo Flores Soto

Il capo della gang chiede asilo 

Il capo della gang salvadoregna che nel 2013 venne arrestato nel corso di un’operazione di polizia, l’operazione “Mareros”, il capo della gang che nel 2015 aggredì a colpi di machete il controllore di Trenord Carlo di Napoli e che uccise un ragazzo albanese fuori dalla discoteca, senza alcun motivo, ha chiesto asilo umanitario. 

L’uomo si chiama Josuè Isaac Gerardo Flores Soto, ed è soprannominato Kamkiaze. Si tratta del capo di una gang salvadoregna, un braccio della terribile e famigerata gang Mara Salvatrucha-MS13 considerata anche dall’FBI come una delle più pericolose dell’America Latina e del mondo intero. 

Una gang famigerata e violentissima 

Kamikaze venne arrestato nel 2013: tutta l’Italia ricorda quella gravissima aggressione compiuta dalla sua gang ai danni del capotreno.
Carlo di Napoli venne aggredito nel giugno del 2015 presso la stazione milanese di Viallpizzone. La gang di Soto, capitanata da Jahir Lopez Trivino “Peligro”, aggredì a colpi di machete il capotreno che venne soccorso da un collega; rischiò di perdere il braccio. 

Jahir Lopez Trivino “Peligro” faceva parte dello stesso giro di Kamikaze ed era stato arrestato nell’operazione Mareros.
Nel luglio del 2016 la MS13 colpì a Milano, in Porta Lodovica, uccidendo un ragazzo di 18 anni, l’albanese Albert Dreni, senza alcun motivo. 

Lo scopo della gang di Kamikaze era quella di pestare le gang di altre etnie, macchiandosi anche di violenza sessuale contro le loro donne per imporre la propria supremazia.
L’operazione Mareros portò all’arresto di 24 membri dell’associazione che vivevano in Nord Italia, accusati di associazione per delinquere, rapina, porto illegale di armi da taglio e corpi contundenti, lesioni personali aggravate e aggressioni.
E ora il loro capo chiede l’asilo.