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Kabobo comincia il percorso di recupero. Figlio di una vittima: “Non lo merita, lo si rimandi in Ghana”

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Kabobo comincia il percorso di recupero. Figlio di una vittima: “Non lo merita, lo si rimandi in Ghana”
Adam Kabobo

Parla il figlio di una vittima di Kabobo 

Se gli si parla di Mada Kabobo, Andrea Masini, 40 anni, non ha alcun dubbio.
A lui è stata data la possibilità di ricominciare, a mio padre e alla mia famiglia, invece, non può darla nessuno” commenta laconico a Il Giornale.
Andrea è il figlio di Ermanno, che l’11 maggio del 2013 è morto di una morte assurda; era a Niguarda quando venne ammazzato da Kabobo a picconate, assieme ad altre due persone. 

Kabobo, prima degli omicidi, era già stato fermato per rapina e furto e la sua richiesta di asilo era stata respinta, quindi era irregolare sul territorio. Non solo: non gli era stata diagnosticata alcun disagio mentale. L’11 aprile del 2013 però ha preso in mano un piccone ed ha ucciso tre persone (una morta sul colpo, due in ospedale), ne ha ferite due, mentre un imbianchino di 57 anni è scampato per un pelo alla sua furia. 

“Lo rimandino in galera in Ghana, non qui”

Condannato a 20 anni al posto di 35, a causa del vizio parziale di mente, ora Kabobo ha iniziato un percorso di riabilitazione. Imparerà a leggere e studiare l’italiano, tanto per cominciare.
Andrea Masini però ha ancora ben in mente quel’11 maggio 2013. “Sarà pure un percorso comune a tutti i carcerati ma non è giusto che una persona che ha commesso 3 delitti così efferati possa beneficiare di un simile trattamento” commenta. “Secondo me tra 11 anni Kabobo potrebbe tornare in libertà” aggiunge, “sarebbe un ulteriore schiaffo in faccia”. 

“Ben prima di scagliarsi contro mio padre e le altre vittime Kabobo era finito in carcere per spaccio di stupefacenti ed aveva organizzato una rivolta nel centro di accoglienza di Foggia”. E conclude: “Non merita di stare qui, né di stare nelle nostre carceri a carico dello Stato e dei contribuenti, gente simile andrebbe rimandata nelle patrie galere”.