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Mari inquinati? Alcuni comuni siciliani hanno trovato la soluzione

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mare inquinato

Buone notizie per l’ambiente dalla Sicilia: dopo Lampedusa e Malfa, uno dei Comuni dell’isola di Salina, anche Avola e Noto – nel siracusano – dicono no alla plastica usa e getta.

Questo l’annuncio del sindaco della bella Noto, Corrado Bonfanti: “Abbiamo deciso di dire basta all’uso della plastica monouso per difendere l’ambiente e il nostro mare proprio all’indomani dei risultati della analisi di Goletta Verde sullo stato di salute del mar Mediterraneo. Per queste politiche di strategie turistiche e ambientali non esistono confini politici ecco perché con Luca Cannata, sindaco di Avola, abbiamo deciso di adottare insieme e contemporaneamente questa ordinanza. Siamo i primi comuni su terra ferma ad adottarla per difendere il golfo di Noto”.

L’analisi di Legambiente legata al progetto Goletta Verde – effettuata su base annuale – ha infatti evidenziato come le condizioni del mare nelle province siciliane sia disastrosa: su 26 punti analizzati, 22 risultano inquinati, con 17 di essi addirittura fortemente inquinati. Tra i comuni, l’unico a risultare “virtuoso” è Messina, con due punti monitorati e valutati entro i limiti.

Per questo motivo qualche amministrazione sta prendendo delle contromisure, affinché una delle regioni potenzialmente più belle d’Italia (se non la più bella), dal potenziale turistico illimitato, possa tornare ad offrire ai propri abitanti e ai forestieri un mare degno di questo nome.

Così a Noto e ad Avola sarà vietata – a partire da agosto in caso di feste pubbliche e sagre – la distribuzione al pubblico di posate, piatti, cannucce, bicchieri, sacchetti e contenitori monouso che non siano biodegradabili. Da gennaio 2019, l’ordinanza avrà valore anche per le attività commerciali, artigianali e di somministrazione alimenti e bevande. Anche bar, supermercati e attività artigianali dovranno adeguarsi, pena una sanzione dai 25 ai 500 euro col rischio di sospensione dell’attività di vendita in caso di recidive.

Ricordiamo inoltre come a inizio giugno – in concomitanza con la Giornata mondiale degli Oceani – Greenpeace abbia denunciato come ogni anno otto milioni di tonnelate di plastica finiscono ad inquinare i nostri mari, tant’è che tra il 60 e l’80% della spazzatura marina è rappresentata da rifiuti di plastica.