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Torna lo spettro del terremoto nelle zone colpite dal catastrofico sisma del 2009

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Ancora una scossa di terremoto registrata a L’Aquila

sismografo

Circa un’ora fa una scossa di medio-alta entità è stata registrata nei pressi di L’Aquila. Secondo quanto riportato su sito dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) si è trattato di un sisma di magnitudo 3.0 con epicentro a 4 chilometri di distanza dalla città abruzzese vittima quasi 10 anni fa di uno sciame sismico devastante. Il sisma è stato avvertito distintamente dai cittadini abruzzesi per via della scarsa profondità del punto d’origine della scossa (solamente 11 chilometri in profondità) ma per il momento sembra che non siano stati registrati danni a cose o persone. La Protezione Civile rimane in allerta qualora dovessero presentarsi nuove scosse di maggiore entità.

Terremoto L’Aquila: lo spettro del terrificante sisma del 2009

L’Aquila rimane una città ad altissimo rischio sismico ed i suoi cittadini, i cui ricordi sono ancora tormentati dal disastroso terremoto del 2009 vivono ogni singola scossa con un minimo d’apprensione. Anche in quel caso, infatti, lo sciame sismico è cominciato mesi prima dell’evento catastrofico con scosse di entità inferiori o pari a magnitudo 3 a partire dall’ottobre del 2008, quindi c’è stata la scossa più potente del 6 aprile del 2009 (magnitudo 5.9) che ha causato i danni strutturali alle abitazioni, seguita nelle successive 48 ore da 256 scosse di minore entità che hanno acuito i danni causati dalla prima. Il bilancio di quella catastrofe naturale è stato pesantissimo: a causa di quel sisma sono morte 309 persone, ne sono rimaste ferite 1.173 e sono stati ben 65.000 gli sfollati.

Dopo quell’evento si sono verificate altre scosse di forte entità sia nel corso dello stesso mese che in quelli a seguire con picchi rilevati nell’ottobre del 2010 ed in quello del 2011. Come spesso capita in questi casi il terremoto di forza superiore è stato seguito da scosse di assestamento che si sono protratte nei successivi 3 anni e, come dimostrato dal terremoto odierno, continuano tutt’ora anche se con minore intensità e dopo intervalli di tempo più lunghi.