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Vedi contenuti hard online? Occhio al ricatto (e alla webcam che – forse – ti spia)

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Vedi porno online? Occhio alla mail di minaccia

Un fulmine a ciel sereno. Questo è quanto si è verificato per centinaia di utenti online che nei giorni scorsi hanno ricevuto delle mail di minaccia riguardanti le proprie abitudini di navigazione alla ricerca della soddisfazione onanistica. Nella missiva telematica si informava i poveri utenti dediti al soddisfacimento self made che anonimi erano in possesso delle loro password di tutti gli account internet e che possedevano anche video che li riprendevano mentre osservavano dei video porno specifici. La premessa per quanto inquietante e fino ad oggi distopica era solo la preview della reale minaccia, ovvero la diffusione di tale video a contatti di tutta la rubrica e a quelli presenti nella lista amici dei social network qualora non fosse corrisposta una cifra che va dai 2900 ai 5000 dollari in bitcoin. Il primo a ricevere la minaccia è stato un uomo veneto circa 20 giorni fa, poi ne sono arrivate a centinaia in tutta Italia.

Ciò che rende gravosa la minaccia è proprio la possibilità che il video in questione finisca a coniugi, figli, amici, colleghi e semplici conoscenti creando un grave danno di immagine alla vittima. Nella lunga lettera infatti viene specificato: “La prima opzione è ignorare questo messaggio. Dovresti sapere cosa sta per succedere se opti su questo percorso. Invierò definitivamente il tuo video a tutti i tuoi contatti, inclusi parenti stretti, colleghi e così via. Non ti proteggerai dall’umiliazione che la tua famiglia dovrà affrontare. L’ opzione 2 è di pagarmi. Lo chiameremo questo mio ‘suggerimento sulla privacy’. Se scegli questo percorso, il tuo segreto rimane il tuo segreto. Distruggerò immediatamente il video. Vai avanti con la tua vita non è mai successo niente”.

Pioggia di denunce alla Polizia Postale: “Non pagate, non servirebbe a nulla”

Come conseguenza alle minacce ricevute sono state fatte centinaia di denunce alla Polizia Postale che in questi giorni sta verificando l’entità del pericolo e cercando di rintracciare l’autore o gli autori del tentativo di estorsione. Intervistata dal ‘Corriere della Sera‘, la direttrice della Polizia Postale Nunzia Ciardi ha invitato le vittime a non pagare e denunciare il prima possibile l’accaduto, quindi ha spiegato come sia possibile che siano entrati in possesso delle password e come proteggersi da simili attacchi: “L’ipotesi più probabile è che le password siano state rubate grazie alle operazioni di pirateria informatica compiute nei mesi scorsi. Questi ‘pacchetti’ di dati sensibili sono stati poi venduti sul dark web. Si tratta di strumenti che consentono gravi intrusioni e per questo è fondamentale modificare tutte le chiavi di accesso, impostare password complesse e mai usare la stessa per profili diversi. Ideale è associare meccanismi di autenticazione forte come gli account a doppio fattore, accessibili grazie al codice inviato sul cellulare mentre si sta al computer. E poi si deve sempre aggiornare il sistema operativo”.