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I migranti forzano la barriera e la sfondano: in 600 entrano, 154 feriti negli scontri

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Gruppo di migranti forza le recinzioni a Ceuta ed entra in Spagna

Quest’oggi un gruppo di 800 migranti ha forzato le barriere con filo spinato che delimitano il confine tra la Spagna ed il Marocco a Ceuta, nei pressi dello stretto di Gibilterra, generando scontri con le forze dell’ordine marocchine e la guardia civil spagnola. Il bilancio dei feriti approssimativo fornito dalla Croce Rossa è di 132 feriti tra i migranti e di 22 tra i poliziotti. Il muro è stato costruito nel 2005 per volontà di Zapatero al fine di limitare l’ingresso di migranti dall’Africa ed è stato rafforzato nel 2013 da Rajoy. L’attuale primo ministro Pedro Sanchez è pero intenzionato a rimuovere le barriere per permettere ai migranti di passare liberamente ed evitare che si verifichino incidenti come quello del febbraio del 2017 e come quello avvenuto oggi.

Migranti forzano le barriere a Ceuta: gli scontri con le forze dell’ordine

Stanchi di essere bloccati al confine tra il Marocco e la Spagna e desiderosi di ricevere aiuti umanitari dal vicino centro di accoglienza, alcuni degli 800 migranti posti nei pressi delle recinzioni con filo spinato hanno utilizzato dei blocchi di cemento e dei pali per aprire uno spiraglio ed entrare in territorio spagnolo. L’azione eversiva dei migranti è stata immediatamente affrontata dalle forze dell’ordine che hanno cercato con tutti i mezzi a disposizione di contenere il mare di gente che oltrepassava le barriere. Il risultato di questi scontri è che un centinaio di migranti sono rimasti feriti o a causa del filo spinato, a causa delle cadute dalla sommità delle recinzioni o degli scontri con gli agenti, così come 22 agenti (4 dei quali pare siano in gravi condizioni) nel tentativo di arginare il passaggio. I feriti sono stati prontamente assistiti da 50 volontari della Croce Rossa presenti in zona.

Circa 600 migranti sono riusciti a raggiungere il centro di accoglienza poco distante, ma molti di loro sono già stati arrestati dalla guardia civil e verranno probabilmente riportati indietro. L’incidente di oggi è la dimostrazione che l’utilizzo della forza per contrastare l’ingresso in un Paese dei migranti può essere altamente controproducente e che l’idea dell’attuale premier di rimuovere le recinzioni per procedere ad un accoglienza temporanea in vista della definitiva accettazione delle richieste d’asilo è la migliore soluzione in situazioni come queste.