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Razzismo a Malta contro i siciliani: “Tornate al vostro Paese”

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La presenza di lavoratori siciliani a Malta genera un’ondata di razzismo sui social

Non solo in Italia la presenza di lavoratori stranieri causa malumori tra la popolazione autoctona, anche a Malta la presenza di stranieri, in questo caso sono gli italiani, genera non poco fastidio ai residenti che disturbati dalla ritrosia di questi ad imparare una delle due lingue ufficiali (maltese e inglese) ripetono slogan purtroppo familiari: “Perché non tornate a casa vostra?”. A fare emergere la questione è stato il sito web del ‘Corriere di Malta’ con un articolo che mostra cosa è successo sulla nota pagina Facebook ‘Maltese RUBS‘ quando un anonimo burlone ha aizzato i maltesi contro gli italiani (in grande percentuale siciliani) chiedendo che vengano bannati.

L’odio social dei maltesi per i nostri conterranei: “Italiani invasori, posti di lavoro ai Maltesi”

La catena di odio social è cominciata quando l’utente ha scritto: “Str***i italiani a Malta morti di fame, boicottiamo la Lidl”. Immediatamente si è scatenata una pioggia di commenti contro i cittadini italiani che hanno accettato un lavoro a Malta, le principali lamentele riguardano il fatto che molti di loro non parlano né il maltese né l’inglese: “Ho chiesto in inglese ed ha cominciato a parlarmi in dialetto siciliano che in non posso comprendere, poi ha detto due parole ‘No English’”, oppure “Se loro non sono in grado di parlare il nostro linguaggio che è il maltese, almeno dovrebbero essere capaci di parlare la nostra seconda lingua che è l’inglese”.

Alle lamentele si sono, però, aggiunte le frasi razziste. Quando infatti alcuni utenti italiani hanno risposto che proprio grazie al loro lavoro il Paese sta vivendo un periodo di crescita economica le risposte erano sempre le stesse “Tornate al vostro Paese”. Alle frasi contro gli italiani si sono poi aggiunte quelle di boicottaggio contro la catena Lidl, colpevole a loro avviso di assumere troppi italiani e di non far lavorare i maltesi. Un copione quello mostrato dal ‘Corriere di Malta’ che conosciamo troppo bene e che forse può far capire a qualcuno quanto possa essere brutto diventare vittima di odio immotivato solo perché non originario del luogo.