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Sgombero campo nomadi a Roma, le minacce dei rom: “Adesso entriamo nelle case dei residenti” 

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Sgombero campo nomadi a Roma, le minacce dei rom: “Adesso entriamo nelle case dei residenti”
Immagine d’archivio

“Adesso entriamo nelle case dei residenti”

Entreremo nelle case dei cittadini, da stasera, per fargli vedere cosa significa essere buttati in strada”. Questa è la soluzione prospettata da Denis Stefan, 27 anni, kossovaro, rom che si trovava nel campo River Village sgomberato ieri su ordine di Salvini e della Raggi. 

Stefan punta il dito contro le villette della Tenuta Piccirilli. Minacce, ricatti, 50-60 rom si mettono fuori dal cancello sbarrato e dicono: “noi da qui ce ne andiamo soltanto morti”.
“Fino a ieri i cittadini di questa zona stavano bene con noi, ci salutavano, salve, buongiorno. Ora abbiamo sentito che sono felici che ci cacciano via”, ha detto Stefan ai giornalisti, e quindi “noi abbiamo promesso che da stasera gli entreremo in casa. Una minaccia? No, bloccheremo tutta la via. Non sarà facile liberarsi di noi” conclude. 

I rom hanno rigettato le offerte dei servizi sociali elezioni case famiglie, come anche la tendopoli di Monteverde.

La preoccupazione dei residenti 

“I residenti sono preoccupati, temono che queste persone rimangano qui chissà per quanto” dice senza mezzi termini l’ex minisindaco del XV municipio Daniele Torquati. 

Il sindaco Virginia Raggi però non vuole tornare indietro. “Proseguiamo con determinazione ad applicare il nostro modello. Mettiamo fine a un sistema che per decenni ha emarginato le persone, creato disagi ai cittadini, sperperato centinaia di milioni di euro” ha sostenuto.