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L’inquinamento riduce la lunghezza del pene? i preoccupanti risultati di uno studio italiano

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Lo smog può avere conseguenze negative sulle dimensioni dell’organo genitale maschile? E’ quanto emerso da uno studio condotto in Italia e pubblicato su Human Reproduction, secondo il quale gli agenti inquinanti presenti nell’ambiente, chiamati anche interferenti endorcini, non solo andrebbero ad alterare sia l’equilibrio che la funzione degli ormoni ma sarebbero anche responsabili della riduzione della produzione di spermatozoi e addirittura della riduzione della lunghezza del pene. Lo studio è stato portato avanti prendendo in esame un campione di quasi un migliaio di ventenni veneti ed i risultati sono interessanti quanto preoccupanti: è emersa infatti una netta riduzione, pari al 18% rispetto ai giovani di quindici anni fa, della produzione di spermatozoi ma anche una variazione delle strutture corporee, un segnale di un alterato equilibrio degli ormoni testicolari.

Pene più corto per i giovani italiani?

Un allarme è stato dunque lanciato dal coordinatore del gruppo di ricerca ‘La fertilità dei giovani è a rischio’, nonchè docente di Endocrinologia all’università di Padova, Carlo Foresta: questo perchè oltre ad aver scoperto che il 36% dei giovani del campione presentava un’apertura delle braccia superiore alla media, dai risultati è emerso anche che, sempre rispetto ai giovani di 15 anni fa, le dimensioni del pene si sono ridotte in media di 0,9 cm e così quelle dei testicoli, con un volume testicolare inferiore, nel 23% dei ragazzi analizzati, ai 12 cc, valore generalmente considerato come soglia di normalità.

Il commento dell’esperto

“Tutti questi segni – ha sottolineato l’esperto – depongono per una interferenza da parte dei composti chimici ambientali sulla attività degli ormoni testicolari nel maschio. Queste interferenze possono manifestarsi sia durante lo sviluppo della fase embrionale che durante la fase adolescenziale fino all’età adulta, portando quindi a possibili conseguenze negative sul potenziale di fertilità dei giovani uomini”.

Daniele Orlandi