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Un intero paese piange le due gemelline morte negli incendi: erano abbracciate ai loro nonni

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Si è fatto ancora più tragico il bilancio delle vittime legato ai devastanti incendi che hanno devastato interi paesi. Con l’identificazione dei cadaveri di due persone, due gemelline di nove anni che i soccorritori stavano cercando da giorni; Sophia e Vassiliki, questi i loro nomi, risultavano infatti disperse in seguito ai roghi che hanno colpito i dintorni di Atene distruggendo abitazioni, boschi e mezzi. Purtroppo nelle ultime ore quanto si temeva è divenuto reale: il legale della famiglia ha confermato il ritrovamento dei corpi delle due bambine, morte tra le braccia dei nonni, deceduti a causa degli incendi. Una tragedia orribile, avvenuta in un giorno di vacanza per nonni e nipotine: si stavano infatti recando al mare quando le fiamme hanno colpito la località di Mati non lasciando loro scampo. Nelle ore successive è arrivata anche l’identificazione, ovvero la conferma che i corpi sono quelli delle due gemelline che il padre Yiannis credeva di aver riconosciuto in un servizio sugli incendi trasmesso dalla televisione greca. In realtà le bimbe non si trovavano tra i sopravvissuti recuperati da un’imbarcazione, ma erano morte dopo essere state raggiunte dalle fiamme.

Cresce il bilancio delle vittime

Nelle ultime ore dunque, in seguito al ritrovamento dei cadaveri delle bimbe, è ulteriormente cresciuto il bilancio delle vittime. E’ stato il ministero della Sanità a comunicarlo, confermando che ad oggi i morti accertati sono ottantotto, oltre alle gemelle è morta anche una donna di quarant’anni che si trovava ricoverata in gravissime condizioni, con ustioni diffuse. Altre dieci persone versano in condizioni molto preoccupanti, e vi sarebbero ancora dispersi. Intanto si indaga per incendio doloso: stando alle ultime ipotesi infatti, i roghi potrebbero essere stati appiccati da qualcuno dal momento che sono divampati in diverse parti dell’Attica quasi simultaneamente, provocando un disastro come non si era mai visto prima in Grecia.

Daniele Orlandi