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Il tweet choc della docente sulla nomina di Foa come presidente Rai: “Gli ebrei fascisti finiscono nei forni”

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Il Tweet choc della docente: “Gli ebrei fascisti finiscono nei forni”

Il tweet della docente sulla nomina di Foa come presidente Rai: “Gli ebrei fascisti finiscono nei forni”
Il tweet choc della Coli

La nomina di Marcello Foa, giornalista e allievo di Idro Montanelli, corrispondente de Il Giornale e del Corriere Ticino, come presidente Rai così come proposto da Salvini e Di Maio sta tirando fuori il peggio dalla rete, e non solo da personaggi misconosciuti ed ignoranti, ma anche da chi dovrebbe essere colto e preparato.

Il condizionale è d’obbligo, basta leggere il tweet scioccante di una ricercatrice universitaria di Firenze, Daniela Coli, docente di Filosofia Politica all’università di Firenze. La donna ha scritto un tweet choc nei confronti di Marcello Foa: “Ci sono sempre stati ebrei alleati del fascismo, anzi fascistissimi, onorati e remunerati. #Foa non è una novità. Ma si ricorda come finirono gli Ovazza? Bruciati in una stufa”. 

Accuse di fascismo, una pseudo minaccia di finire male perché “ebreo alleato di fascisti”. Delirio puro?
Sembra di sì, eppure parliamo di una ricercatrice universitaria, non certo di una persona che ha preso un colpo di sole. 

L’accusa di essere “ebreo e collaborazionista”, molto pesante, cade fra l’altro nell’acqua – essendo Foa cristiano cattolico e di famiglia cristiana – ma è vero che il peso del cognome può dare luogo ad uno strascico di antisemitismo che puzza di ipocrisia. 

Il delirio contro Foa: Wikipedia, i giornali e l’élite 

Il delirio della ricercatrice è solo uno degli esempi del peggio che si è scaricato in queste ore su Foa, a partire da La Repubblica che lo etichetta come “sovranista, filo-putiniano, filo-Bannon”. Forse perché Foa è un giornalista peculiare, uno di quelli che ha sempre cercato di informare su quello che avveniva in Siria e che non soffre di maccartismi al sapore di Guerra Fredda verso la Russia. Un giornalista fuori dal coro, senza clamore, con semplice voglia di informare. E adesso tutti, dal PD a Forza Italia, si scagliano contro di lui furiosamente. 

La pagina Wikipedia di Foa è stata recentemente (due giorni fa, in concomitanza delle prime polemiche) editata e vi si legge che Foa sarebbe un “teorico del cospirazionismo” in quanto critico verso le “teorie del gender”. Un caso questa cascata di malignità e disinformazione simultanea?

Foa stesso ne rimane sconvolto. Raggiunto da Il Messaggero al telefono risponde: “Mi descrivono come Belzebù, evidentemente non mi conoscono. Sono il tipo più pacioso del mondo, un giornalista corretto, non sono abituato a offendere nessuno. Tantomento le istituzioni. Si sta facendo un gran baccano… Sono ancora stupito…”. 

La domanda sorge spontanea: di che hanno paura coloro che hanno retto il mondo dell’informazione negli ultimi anni? 

Roversi Grazia